Via libera agli accorpamenti

L’istituto comprensivo di S. Andrea sarà unito a Davoli, Gimigliano con Tiriolo

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello della Regione in favore del dimensionamento scolastico provinciale

CATANZARO. Il nuovo piano di dimensionamento scolastico provinciale può d’ora innanzi dispiegare appieno i suoi effetti. Lo ha sancito il Consiglio di Stato accogliendo l’appello presentato dalla Regione Calabria contro la precedente ordinanza cautelare con la quale il Tar Calabria aveva sospeso l’efficacia del piano di dimensionamento in accoglimento dei ricorsi presentati dal Comune di Sant’Andrea Jonio (difeso dall’avv. Giuseppe Pitaro), per quanto riguarda il previsto accorpamento con l’istituto comprensivo di Davoli e la conseguente perdita della dirigenza, e dal Comune di Gimigliano (che si era aggregato al ricorso, sempre con l’avv. Pitaro, presentato da numerosi genitori) che non voleva sostanzialmente subire la stessa sorte di quello andreolese ma andando a finire nel Comprensivo di Tiriolo. Ieri i giudici amministrativi di secondo grado hanno dunque messo una parola definitiva, almeno dal punto di vista giudiziario alla querelle che era cominciata nei mesi scorsi, spiegando nell’ultima ordinanza che «la deliberazione n. 4/2013 con la quale il Consiglio provinciale di Catanzaro ha adottato e approvato il piano di dimensionamento scolastico della Provincia di Catanzaro, costituisce autonoma e discrezionale valutazione di quella autorità». Dunque, i magistrati hanno dato un fondamentale rilievo al potere discrezionale dell’ente. Non solo, ma i giudici del Consiglio di Stato si sono anche soffermati su un richiamo che i due Comuni avevano fatto alla stessa giurisprudenza del Consiglio di Stato (sentenza della quinta sezione dell’11 gennaio 2013) perché «non pertinente in quanto gli atti annullati con quella sentenza (che riguardava l’accorpamento di alcuni istituti scolastici in provincia di Cosenza, ndr) erano stati adottati in diretta applicazione della razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica ». In qualche modo, già lo scorso 3 settembre il vento aveva cominciato a spirare in questa direzione, quando si era registrata una prima battuta d’arresto per l’ordinanza cautelare emessa dal Tar che aveva bloccato l’avvio degli accorpamenti, con la comunicazione che si sarebbe deciso in tempi brevi per via dell’inizio dell’anno scolastico. Allora i due sindaci, Gerardo Frustaci (Sant’Andrea) e Massimo Chiarella (Gimigliano) si erano espressi sul possibile esito del giudizio, evidenziando i possibili danni per i centri interni più piccoli che sarebbero stati “fagocitati” e avrebbero subìto un indebolimento dal punto di vista dei servizi. In quel momento, i giudici amministrativi avevano accolto l’istanza cautelare della Regione sulla scorta di «problematiche organizzative» che in vista dell’imminente inizio dell’anno scolastico avrebbero giustificato «il mantenimento dell’assetto organizzativo disposto dall’Amministrazione provinciale, fino all’ulteriore decisione da assumere in forma collegiale », cioè quella emessa, infine, ieri. Ora, dunque, sarà interessante capire quali saranno i destini dei rispettivi istituti comprensivi che, nel frattempo, hanno avviato l’attività didattica. All’ufficio scolastico provinciale spetterà probabilmente la riorganizzazione dei vari assetti. È chiaro che il lavoro che si intenderà fare dovrà essere eseguito con estrema cautela, perché non si tratterà solo di svuotare delle caselle e di riempirne altre. C’è un assetto lavorativo da rispettare, dei docenti che non dovranno diventare delle semplici pedine di un gioco da tavolo e, soprattutto, ci sono le esigenze didattiche dagli alunni dei vari istituti che non dovranno subire conseguenze negative da apparentemente inevitabili cambiamenti in corso d’opera. 

Francesco Ranieri

dalla Gazzetta del Sud del 26 Settembre 2013

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