Uomo ucciso a colpi di fucile nel Catanzarese

Uomo ucciso a colpi di fucile nel Catanzarese

La vittima, 35 anni, nipote di un uomo ammazzato 20 giorni fa

 

(ANSA) – SANT’ANDREA SULLO JONIO (CATANZARO), 24 LUG – Un uomo, Luciano Bonelli, 35 anni, e’ stato ucciso in un agguato a Sant’Andrea sullo Jonio, nel Catanzarese. L’omicidio e’ avvenuto sulla strada statale 106. Bonelli, che era stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, e’ stato raggiunto da diversi colpi di fucile. L’uomo era nipote di Vincenzo Varano, ucciso il 4 luglio in un agguato a Isca sullo Jonio, un paese vicino al luogo dove e’ avvenuto l’omicidio di Bonelli. Indagini dei carabinieri.

Fonte ANSA 24 luglio 2009    10:35

Dalla Gazzetta del Sud

Sant’Andrea Jonio Assassinato dopo un breve inseguimento Luciano Bonelli, 34enne operaio di Isca nipote di Vincenzo Varano, il manovale ucciso il 3 luglio

Freddato nella notte da una pioggia di piombo
L’uomo stava rientrando a casa ma i sicari lo attendevano appostati. I due killer avrebbero perso un’arma

Francesco Ranieri

Sant’Andrea Jonio
Contro di lui hanno riversato una pioggia di piombo, inseguendolo e finendolo con ferocia nel giro di un centinaio di metri: gli ultimi cento metri per Luciano Bonelli, operaio 34enne (ex sorvegliato speciale, coinvolto nell’Operazione Mithos) di Isca sullo Jonio, assassinato dopo la mezzanotte di ieri in via Orazio Vitale (località Fego), a Sant’Andrea Marina, dove il giovane si era trasferito solo da un paio di mesi. Una zona residenziale che, nel giro di pochi istanti, si è trasformata nel tragico teatro di quella che sembrerebbe delinearsi come una faida. Bonelli, infatti, era nipote di Vincenzo Varano, il manovale 52enne ucciso lo scorso 3 luglio nei pressi del lungomare di Isca Jonio, e negli anni passati aveva anche perso tre fratelli in maniera tragica: uno era stato ucciso mentre si recava nel carcere di Squillace per scontare una pena, l’altro per una fatalità nel corso di un incidente di caccia, un altro ancora in un incidente stradale. Elementi (soprattutto i primi due) che potrebbero pesare in maniera consistente nella ricostruzione generale che i carabinieri della compagnia di Soverato, guidata dal capitano Emanuele Leuzzi, unitamente ai colleghi del Reparto operativo provinciale e a quelli della locale stazione, agli ordini del maresciallo Giuseppe Vergallo, stanno effettuando in queste ore, sentendo i testimoni che potrebbero aver visto o udito qualcosa.
Poco dopo la mezzanotte, Bonelli aveva parcheggiato la sua Bmw serie 1 davanti al cancello d’ingresso della propria abitazione, mentre, probabilmente, i sicari (almeno due) lo attendevano appostati in un’area poco distante, celati dal buio della campagna vicina, proprio al confine con Isca Jonio. Pochi passi verso casa per lui, poi è iniziata la serie mortale di colpi di arma da fuoco (una pistola ed un fucile caricato a pallettoni) che, in un primo momento, lo hanno soltanto ferito, permettendogli un tentativo di fuga in mezzo alle case, dove per terra sono rimaste le tracce ematiche lasciate dall’uomo. Bonelli, in questo modo, avrà pensato di cercare qualche riparo o, forse, nella concitazione, avrà ipotizzato che gli assassini non avrebbero avuto il sangue freddo per inseguirlo proprio in mezzo alle case dove qualcuno sarebbe potuto sbucare all’improvviso. Ma i killer non hanno mollato e continuando inesorabilmente a sparare – come dimostrano i buchi lasciati dai pallettoni sui muri e su alcuni infissi – lo hanno raggiunto e ucciso, finendolo poi sull’asfalto. Una ferocia che sarebbe potuta costare altre vittime qualora si fosse trovato a passare qualcuno per la pubblica via, che corre parallela alla Statale 106. Nella fuga, comunque, i due assassini avrebbero perso una delle armi, forse la pistola, che sarebbe ora in possesso del Reparto investigazioni speciali dei carabinieri per le opportune analisi. Un passo falso che, se confermato, potrebbe tornare utile per le indagini, testimoniando, d’altra parte, come i killer abbiano agito in maniera sì spietata ma non del tutto lucida. Gli inquirenti, al lavoro sin dai minuti successivi all’omicidio, stanno ora muovendosi nel massimo riserbo sotto il coordinamento del sostituto procuratore Salvatore Curcio, giunto nella notte sul luogo del delitto. Lo stesso magistrato era già intervenuto nell’omicidio Varano del 3 luglio. Sul corpo di Bonelli è stata poi effettuata la prima ricognizione esterna da parte dei medici legali dell’università Magna Graecia di Catanzaro, Federica Colosimo e Isabella Aquilia. Ultimate le varie operazioni, il cadavere è stato poi rimosso intorno alle 5 del mattino e portato nella camera mortuaria dell’istituto di medicina legale dell’Università Magna Graecia, dove sarà eseguita l’autopsia. Da questo esame, trasparirà con certezza il tipo di arma che ha sparato e il numero di colpi che hanno raggiunto l’uomo. Nel corso della mattinata, poi, i carabinieri hanno effettuato una ricognizione dall’alto – per avere una visione più ampia del territorio e delle possibili vie di fuga utilizzate dai sicari – a bordo dell’elicottero dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, i cui uomini hanno battuto palmo a palmo l’area circostante. Le attività investigative sono rivolte verso soggetti ritenuti "sospettabili" dalle forze dell’ordine.

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