Uno scontro tra comitati d’affari

L’europarlamentare giudica la fase congressuale in atto

De Magistris ad "alzo zero" contro il Pd «Uno scontro tra comitati d’affari»

 

catanzaro Luigi de Magistris, europarlamentare di Italia dei Valori, il partito recentemente commissariato in Calabria dal leader Antonio Di Pietro, giudica la fase congressuale in atto nel Partito Democratico calabrese. Con particolare severità: «Uno spettacolo penoso quello offerto», dice. «Il fatto che massimi esponenti di quel partito denuncino "abusi e irregolarità" e "non rispetto delle regole", o addirittura parlino del Pd calabrese come di una "bomba ad orologeria" – aggiunge – la dice lunga su quale sia il livello di democrazia e di confronto interno».
«In realtà – continua – stiamo assistendo ad un vergognoso scontro tra i comitati di potere, di affari e di clientele che da anni, con un uso personale e distorto delle istituzioni, tengono la Calabria sotto scacco e i calabresi sotto un continuo ricatto. Sono questi apparati di potere, con i loro pacchetti di tessere, incapaci persino di assicurare il regolare svolgimento di piccoli congressi di circolo, a volere gestire le primarie-truffa per la scelta del candidato alla presidenza, che lungi dall’essere un reale strumento di partecipazione democratica, dovranno servire a legittimare l’auto-incoronazione di Loiero, che non gode di consenso politico, né tantomeno di consenso popolare».

«Il popolo del centrosinistra, tutti i calabresi onesti – continua de Magistris – devono sapere che nel Pd delle tessere e degli affari non c’è cittadinanza per chi vuole il rinnovamento della politica nel segno della legalità e della trasparenza. I destini della Calabria non passano per i simboli di partito, né per le bandiere ideologiche, ma per gli uomini e per le storie che rappresentano. L’unica novità in Calabria capace di dare una prospettiva di sviluppo a questa terra e di riscattare i cittadini da decenni di giogo clientelare – conclude de Magistris – è rappresentata dalla candidatura di Pippo Callipo, che parte dalla società civile e raccoglie l’impegno e le speranze di tutti i cittadini onesti, della parte migliore della politica, delle associazioni, di tutte quelle forze non inquinate che intendono impegnarsi in prima persona per fare uscire la regione dallo stato di sottosviluppo in cui è stata volutamente tenuta».

dalla Gazzetta del Sud del 28 settembre 2009

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