Una polemica strumentale sui buoni pasto

SANT’ANDREA JONIO. « Abbiamo solo rispettato la legge e, comunque, il costo della mensa scolastica di Sant’Andrea è a livello comprensoriale di gran lunga il più basso». Così il sindaco Gerardo Frustaci risponde al gruppo consiliare di opposizione “P r i m avera andreolese”, che aveva accusato l’Amministrazione di “salassare” le famiglie avendo deciso di innalzare il costo dei buoni mensa da 1,14 euro giornalieri a 1,80 euro, con un conto mensile per blocchetto ora lievitato da 28 a 42 euro. «La mensa scolastica è un servizio a richiesta individuale – spiega Frustaci, che ha analizzato la questione con l’a s s e ssore al Bilancio Pietro Campagna – e la legge impone che per questa tipologia di servizi gli enti locali debbano richiedere agli utenti una contribuzione che raggiunga un tasso minimo di copertura pari al 36% del costo sostenuto dall’ente». Con il recente aumento, il tasso è ora del 37,76%. Fino al 2011, ricorda Frustaci, il Comune beneficiava di un contributo della Provincia (8.218,24 euro), che ora, per via dei tagli ai trasferimenti da parte della Regione, non può più essere erogato: «Se non avessimo adeguato i costi, la copertura sarebbe stata del 21% – afferma il sindaco – sotto la soglia minima prescritta dalla legge. “Primavera andreolese” fa una polemica strumentale – conclude – visto che negli anni delle sue amministrazioni il tasso di copertura era ben più elevato, anche fino al 58% (sempre a 1,14 euro al giorno), eppure, pur potendo farlo allora, non ha mai pensato di abbassarlo ».(fr.ra.) 

dalla Gazzetta del sud del 20 settembre 2013

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