Una gestione nuova e intelligente per la raccolta dei rifiuti urbani

L’obiettivo è attivare filiere per il riciclaggio del materiale di scarto

Cesare Barone
SOVERATO
Ottimizzare il sistema di gestione dei rifiuti e attivare le filiere produttive connesse al riutilizzo, reimpiego, riciclaggio e recupero di materia e energia, volto all’ottimizzazione del sistema di gestione dei rifiuti e le azioni per l’adeguamento del sistema impiantistico regionale dei rifiuti.
Non è altro che un obiettivo operativo previsto dalla Regione in materia di rifiuti, rientrante nel "Por 2007/2013", per il quale la giunta comunale del sindaco Leonardo Taverniti, ha deliberato di partecipare al "Por" mediante presentazione di un apposito progetto preliminare redatto dall’ufficio tecnico. Un progetto che prevede una sorta di accordo con i comuni viciniori (Soverato – capofila ) Davoli e Satriano. Si tratta in sostanza di realizzare dei centri di raccolta differenziata in questi Comuni così come previsto nello schema di convenzione dove è indicata l’area da concedere in comodato d’uso gratuito da adibire a centro di raccolta.

Bisognerà, in ogni caso, attendere l’ulteriore convenzione tra il Comune di Soverato e il commissario delegato per l’emergenza rifiuti. Per l’intero progetto è stato chiesto alla Regione un co-finanziamento di trenta mila euro su un importo totale di centottanta mila. Creare dei centri di raccolta differenziata sul territorio è perfettamente in linea con la strategia regionale in materia che è orientata sullo sviluppo di efficaci sistemi di prevenzione finalizzati a ridurre la quantità complessiva dei rifiuti prodotti, all’ottimizzazione dei sistema di gestione, all’attivazione delle filiere produttive connesse al riutilizzo, riciclaggio e recupero di materia. Accanto a questo occorrerebbe elaborare un buon regolamento comunale, che deve contenere un sistema di avvicinamento dei soggetti alla raccolta differenziata, lasciando le sanzioni come ultima opzione. Va riconsiderato il concetto di rifiuti come "risorsa" in quello dei rifiuti come "rischio" sanitario, sociale e ambientale. Di conseguenza non si deve solo differenziare e recuperare, ma prima di tutto non produrre il rifiuto. Una buona informazione, deve essere fornita, interagendo in modo diretto con ogni singola utenza. Sia nella forma "home visit" che di quella di una convocazione diretta. I materiali da utilizzare per l’informazione scritta dovranno essere semplici e di facile consultazione. I dati sui risultati raggiunti dovranno essere messi a conoscenza degli utenti sia con pubblicazioni oppure nella spedizione della bolletta si potranno allegare le informazioni volute. Un intervento di rafforzamento potrà consistere in un semplice questionario da riconsegnare all’amministrazione comunale, su base volontaria, nel quale venga valutata l’adesione e la soddisfazione del cittadino, ma attraverso il quale si potranno individuare i punti di debolezza o utilizzare i suggerimenti degli stessi utenti. Non solo ottimizzazione ma anche ricadute per il territorio del basso ionio soveratese, scaturiranno dai centri di raccolta. Ricadute occupazionali, economiche che creeranno un indotto non indifferente e, nello stesso momento, serviranno a sensibilizzare le famiglie a adottare la differenziata. Cosa che allo stato attuale non sembra essere recepita a pieno dai cittadini.

dalla Gazzetta del Sud del 20 Luglio 2011

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