Una gara di solidarietà e affetto ha accolto i cinquantasette egiziani

Letti allestiti al Palazzetto dello sport, la cena preparata dai cittadini

 

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
«Voi potete venire liberamente in Egitto, perché noi non possiamo fare lo stesso e venire in Italia?».
Lo ha chiesto, esprimendo così tutta la sofferenza di un popolo in cerca di libertà e benessere, uno dei 57 egiziani sbarcati ieri mattina lungo la costa di Sant’Andrea Jonio, in località "Alaca".
Allo sbarco avranno assistito soltanto i primi raggi del sole, visto che la presenza degli egiziani è stata notata soltanto quando, una volta guadagnata la riva, hanno poi cercato di disperdersi raggiungendo le principali vie di comunicazione dove sono stati "intercettati" da diversi automobilisti. Da quel momento in poi, una volta lanciato l’allarme, il territorio è stato passato al setaccio dai carabinieri per recuperare tutti i migranti e raccoglierli nella caserma di Isca Jonio, dove sono state effettuate le prime operazioni di soccorso e di identificazione. Accanto alle procedure istituzionali è però scattata anche un’operazione di solidarietà spontanea, con cittadini di S. Andrea e Isca pronti a dare aiuto agli egiziani – tra loro anche 24 minori – attraverso la raccolta di indumenti puliti e generi alimentari per rifocillarli.
Mentre tutto questo fermento prendeva corpo, i militari dell’Arma della Compagnia di Soverato, agli ordini del capitano Emanuele Leuzzi (con le stazioni di S. Andrea, Isca, Badolato e Davoli), la polizia di Stato (in collegamento con il funzionario di turno, il commissario capo Massimiliano Russo) e la Capitaneria di porto (presente con il tenente di vascello Fabio Serafino), in costante contatto con la Prefettura di Catanzaro (dove era di turno il dott. Leonardo Guerrieri), cercavano di ricostruire le dinamiche dello sbarco e, nel frattempo, di raccogliere i dati personali dei migranti, assistiti e curati dai sanitari del "Suem 118" di Isca e Montepaone, dai volontari della Croce rossa italiana (sedi di Badolato e Montepaone) e da quelli del gruppo di Protezione civile regionale e comunale di S. Andrea.

Nessuna imbarcazione è stata trovata sul luogo dello sbarco (le ricerche sono state effettuate anche con l’ausilio di un elicottero dei carabinieri di Vibo Valentia), fatto che farebbe ipotizzare a un trasporto veloce effettuato con l’ausilio di un gommone che potrebbe aver fatto da spola tra la costa e un barcone in alto mare con il suo carico umano. Una volta sotto controllo la situazione, si è cominciato a cercare una sistemazione per l’accoglienza temporanea dei 57 migranti e il Comune di S. Andrea – il sindaco Gerardo Frustaci e l’assessore Emilio Dominijanni si sono impegnati in prima persona nelle operazioni di soccorso – ha dato la disponibilità del Palazzetto dello sport, che è stato rapidamente adibito, con il generoso impegno dei volontari andreolesi della Protezione civile comunale e regionale, in una mega-camera da letto, mentre diverse famiglie di S. Andrea hanno preparato la cena per gli egiziani.

dalla Gazzetta del Sud del 26 aprile 2011

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