Davoli – Un senso unico con molti pericoli

Meno clienti hanno portato un fatturato abbattuto in alcuni casi anche del 50%

Sabato scorso sono cominciati i lavori sul tratto della Statle 106 che attraversa Davoli marina. Questi lavori prevedono un percorso a senso unico nel viale Cassiodoro per il transito veicolare verso sud e viale Kennedy con transito verso nord. Questo percorso, però, ha provocato un clima non sereno tra gli operatori commerciali che, in coro unanime, soprattutto da parte di tutti coloro che hanno ubicate le attività commerciali su questo tratto di strada, esternano le loro doglianze. Doglianze che, in sostanza, denunciano una diminuzione vertiginosa di corrispettivo. La “Gazzetta del Sud” ha voluto essere vicina a questi operatori ascoltando quelle che sono le loro lamentele, ma soprattutto le loro preoccupazioni. Un coro unanime, dunque, preoccupato già da questi bigi periodi di crisi, che ha messo in evidenza lo stato di disagio in cui si sono trovati in questi giorni. Indicativo, da un punto di vista storico, evidentemente è proprio il sabato, giorno innegabilmente migliore per tutti i commercianti a livello di incassi, che ha visto un vertiginoso e pauroso calo delle vendite sino a superare in alcuni casi, secondo quanto affermato dagli stessi imprenditori, il 50%. Soprattutto i commercianti lamentano la mancanza di dialogo e di comunicazione da parte delle istituzioni. Nel bel centro del viale Cassiodoro insiste un noto panificio con punti vendita sparsi nel comprensorio. Il proprietario, Giovanni Franco, esterna alla nostra testata la sua opinione: «All’interno della mia azienda non lavoro da solo, ho infatti una decina di dipendenti ai quali fino ad oggi garantisco lavoro. Sabato scorso, che doveva essere il giorno di maggiore affluenza, ho registrato un calo del 20% circa. Non vedo nulla di positivo nell’immediato prossimo futuro. I tempi di realizzazione di questi lavori – continua Franco – sembrano essere abbastanzi lungo, dicono 4 mesi circa. Se continua questo trend negativo non penso di poter resistere e continuare a lavorare. I tempi sono già tristi di per sé visto il periodo di congiuntura economica. Subire anche queste “negatività” signifi – ca dover licenziare padri di famiglia ». Vittorio Pittelli, che ha nel centro del viale un negozio di articoli per l’agricoltura, lamenta anche lui cali di corrispettivo, ma la negatività maggiore è il dover assistere alle lamentele dei suoi clienti che esternano le non poche difficoltà per raggiungere il negozio, facendogli presagire il ritorno se non a lavori ultimati. Una situazione tragica che tocca anche la “Gdo”. Francesco Sinopoli, proprietario di una nota catena di supermercati nel basso Jonio, non si esime certo dall’esternare il suo pensiero: «Non bastava la crisi, adesso ci mancava pure questo scellerato senso unico a dare la batosta finale ai poveri ma onesti commercianti di Davoli Marina. Si, poiché, in un paese dove vige la democrazia – sostiene Sinopoli – avrebbe quantomeno dovuto tener conto delle considerazioni di coloro che, in primo luogo, sono i più esposti a tali disagi. Oltretutto si è pensato di istituire un senso unico su un arteria di vitale importanza per il commercio stesso, creando un vero e proprio “black out” alle attività. Siamo tutti d’ac – cordo che questo è un lavoro che andava, e che va fatto. Ssiamo sicuri che darà lustro a tutta la cittadina, commercianti compresi, ma sicuramente si poteva trovare una soluzione alternativa di concerto con la categoria. A questo punto confidiamo nell’amministrazione comunale affinché trovi la soluzione ottimale a tale disagio». Vincenzo Chiaravalloti, fioraio, letteralmente chiuso dalle transenne nella sua attività, con voce molto bassa ci fa capire che oramai si è oltre la crisi. Francesco Mirarchi, una attività di rosticceria e panetteria, accusa dal canto suo un profondo calo di vendite in questi ultimi due giorni. Un calo generalizzato in tutti i settori, macellerie, bar, finanche l’edicola dove il proprietario, Francesco Fruci, preoccupato ci segnala che solo tra sabato e domenica ha registrato un calo che va dal 30 al 50% nella vendita dei quotidiani. Non mancano i commenti della dott. Angela Fiorenza, farmacista, che opera da oltre un trentennio nel davolese, che alla “Gazzet – ta del Sud” ieri così ha dichiarato: «Questa mattina poche persone sono entrate nella mia farmacia. Sabato scorso abbiamo registrato un calo sostanziale di fatturato. Ho tre professionisti che lavorano con me e un magazziniere. Se continua cosi mi vedrò costretta a dover prendere decisioni drastiche. Questi lavori sono indubbiamente necessari ma la cosa importante, ritengo, è che le istituzioni devono fare attenzione affinché le aziende non siano buttate nel baratro». Già nei giorni scorsi la Gazzetta del Sud si era interessata del periodo di crisi attanagliante, registrando le preoccupazioni di questi operatori. Oggi queste preoccupazioni vengono ad essere amplificate da questa situazione che, tra l’altro, non fa presagire niente di positivo per la prossima estate, che in teoria dovrebbe tramite il turismo far diminuire la crisi.
Mario Arestia
dalla Gazzetta del SUd del 9 aprile 2013

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