Un incendio distrugge a Soverato il -Marechiaro-

Si teme l’atto doloso ma gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo

Cesare Barone

Soverato
Notte di fuoco nella cittadina jonica.
Un incendio ha distrutto il noto stabilimento balneare "Marechiaro", sul lungomare Europa. Non è bastato il pronto intervento dei vigili del fuoco di località "Cardarello", guidati dal capo squadra Antonio Lacroce, (vigili Antonio Gariano, Carmelo Scozzafava, Giacinto Severino), che si sono limitati a domare le fiamme che oramai avevano divorato tutte le attrezzature presenti. Ingenti i danni provocati, ancora in corso di quantificazione, che non risulterebbero coperti da assicurazione. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della Compagnia retta dal capitano Emanuele Leuzzi insieme ai colleghi della Stazione guidata dal luogotenente Giuseppe Di Cello. Sull’accaduto vige il più stretto riserbo, anche se gli inquirenti non escludono la matrice dolosa dell’atto.
Al momento del sopralluogo, in ogni caso, non sarebbero stati rinvenuti elementi utili a poter ricondurre l’episodio a un atto doloso. Indagini a trecentosessanta gradi sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio. L’attenzione degli inquirenti si starebbe concentrando sulle eventuali frequentazioni del proprietario dello stabilimento balneare, per meglio capire se a scatenare l’incendio sia stata un’azione del racket delle estorsioni oppure si sia trattato di una bravata. Gravemente danneggiata dalle lingue di fuoco anche l’intera struttura in cemento armato che deve essere totalmente ricostruita.
L’ipotesi al momento più accreditata è quella della dolosità dell’atto. L’impianto elettrico, infatti, era completamente staccato, in quanto l’attività balneare risulta ancora non operativa. Un episodio che ha lasciato di stucco la proprietà del "Marechiaro", da oltre un ventennio punto di riferimento estivo per giovani e turisti. Oltre a ristorante e pizzeria, nel locale si organizzavano serate danzanti con musiche per tutti i gusti.

Tornando alle indagini di polizia giudiziaria, secondo indiscrezioni trapelate in ambienti investigativi, potrebbero esserci sviluppi già nelle prossime ore. In sostanza i carabinieri, grazie alla particolare e intensa attività investigativa e di intelligence, sarebbero sulle tracce degli autori del gesto. Particolarmente utili, al completamento del disegno criminoso, saranno i risultati degli elementi repertati dalla scientifica. Lo stabilimento balneare, era in fase di preparazione, di avvio della stagione estiva, visto che tra poco più di un mese avrebbe dovuto aprire i battenti. La notizia dell’incendio ha in poche ore fatto il giro di Soverato e dintorni ed ha lasciato senza parole, cittadini e amministratori locali. «Questi episodi non fanno bene a Soverato – ha dichiarato un residente – colpire il "Marechiaro" è come colpire tutta la città». Un particolare senso di vicinanza e solidarietà è stato riscontrato tra tutti quelli che conoscevano la struttura balneare e, soprattutto, conoscevano la professionalità e la dedizione del proprietario che con enormi sacrifici portava avanti l’attività commerciale. Soprattutto ora, considerato il periodo di forte recessione economica. In ogni caso, sarebbe utile collaborare e aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro investigativo. In casi del genere, la collaborazione dei cittadini è di vitale importanza per chiudere un’indagine. Più d’una volta, il capitano Emanuele Leuzzi ha invocato l’aiuto della popolazione esortando a infrangere il muro dell’omertà, che tante volte regna sovrana.

dalla Gazzetta del Sud del 23 aprile 2010

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