Un “cavallo di Troia” vigila ogni giorno sulla strada mulattiera

Cavallo di TroiaA volte ciò che sembra banale può avere anche la sua importanza. A volte serve per venire a conoscenza di altre realtà. Ci era stata data “voce” della presenza di un grande cavallo, realizzato in occasione di qualche rappresentazione e che si trovava esposto all’aperto per la sua mole. Era stato realizzato con lamelle di legno da un artigiano del posto. Sicuramente sarà stato inserito in una scenografia storica, verosimilmente nella vicenda del più famoso cavallo della guerra di Troia. E un tale “esem – plare”non poteva trovarsi che in una via…altrettanto significativa, in via Maestri del lavoro, nella zona artigianale industriale della Marina. «Sì la strada è quella – ci indica Francesco, un giovane che staziona ai margini di un supermercato – ma non so se potete avventurarvi con la vostra vetturetta sulla via Maestri del lavoro. La via si imbocca in quella curva a sinistra,provateci, poi mi direte. Buon viaggio!», ci grida con sarcasmo. Ci avventuriamo con indomito coraggio e iniziamo, con calma, a districarci tra gli acciottolati dei primi metri. Alziamo lo sguardo e ci si presenta una striscia abbastanza ampia con un aspetto però “lunare”e non come una carreggiata dove vi lavorano veramente alcuni “maestri” del lavoro, operai in qualche industria. Il ragazzo all’imbocco della strada aveva ragione: è una larga mulattiera con veri fossati che mettono a dura prova gli ammortizzatori delle autovetture. Evitiamo, come possiamo, i fossati, quelli che riusciamo a vedere o che abbiamo il tempo di saltare, pur procedendo come un lumacone, ma spesso andiamo a finire in profondissime, pozzanghere. È, purtroppo, una mulattiera che non ha mai conosciuto un lavoro, come si dice, di “mas – setto”, non sa cosa sia l’asfalto. Una striscia di strada sterrata. È come un pugno di indignazione nel nostro occhio, ma in tempo per ammirare in uno spiazzo il cavallo della guerra che ironicamente pare goda della nostra “guerra ” con una strada che strada non è ,aspettando l’attua – zione di un piano urbanistico che possa dare decoro a questa via, che ironia della sorte porta un nome che dovrebbe significare lavoro e progresso.
da Raffaele Ranieri

dalla Gazzetta del Sud del 28 Ottobre 2013

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