un altra vittima innocente

È accaduto a Catanzaro
Bambina di 15 mesi muore in ospedale
L’urlo della madre: «Voglio giustizia»
Accusava forti dolori addominali e febbre. Per l’azienda «non è caso di malasanità». Disposta l’autopsia

Il pronto soccorso dell’Ospedale Arnaldo Pugliese di Catanzaro (Ansa)
CATANZARO – «Voglio giustizia, perché una bambina di 15 mesi non può morire senza che se ne conoscano le cause, solo per un pianto». Sono le parole di Monia Marchio, la mamma della piccola Daniela Esposito, 15 mesi, di Petronà (Catanzaro), deceduta nella notte nell’ospedale di Catanzaro. Il sospetto della famiglia è che non sia stato fatto tutto il necessario per salvare la bimba.

LA RICOSTRUZIONE – Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti della squadra mobile di Catanzaro, la bambina, dopo il suo ricovero, è stata sottoposta a visita per accertare la cause dei dolori addominali che accusava. Successivamente è subentrata la febbre alta e le condizioni della piccola si sono progressivamente aggravate, tanto che i medici del reparto di pediatria ne hanno disposto il trasferimento nel reparto di rianimazione, dove nel corso della notte è morta. Dai primi accertamenti è emerso che, nel momento del ricovero, la bambina aveva i livelli di azotemia alti. Dopo la denuncia dei genitori il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Paolo Petrolo, ha disposto l’acquisizione della cartella clinica. Successivamente all’identificazione dei medici che hanno avuto in cura la bambina, la Procura affiderà l’incarico per l’autopsia che dovrà chiarire le cause del decesso. Per la direzione dell’azienda ospedaliera di Catanzaro non si «ravvisano al momento particolari che facciano emergere disattenzione o comportamenti riferiti a «malasanita». Alla bambina sono stati praticati immediatamente gli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio, come si evince dalla documentazione clinica.

L’IRA DELLA MADRE – «Mi aspetto che i medici che hanno ucciso mia figlia marciscano in carcere». Ha ribadito al TgR della Calabria la madre di Daniele. «Mia figlia era bellissima – ha aggiunto – e loro l’hanno fatta morire. Quando l’abbiamo portato in ospedale i medici ci hanno detto che non c’era alcun pericolo di vita. Poi ci hanno detto che la situazione si era aggravata, senza però dirci quanto stava accadendo. I medici ci hanno persino negato che la bambina era in coma». «Durante le ore trascorse in ospedale – ha concluso la donna – abbiamo incontrato tre medici diversi che ci hanno fornito delle diagnosi diverse ma nessuno aveva capito cosa stava realmente accadendo. Mia figlia è morta ed io chiedo di capire per quali motivi. È giusto che vengano accertate le responsabilità di chi non è riuscito a curare la mia bambina».

LOIERO – Sul decesso della piccola c’è al lavoro una commissione d’inchiesta del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria. È quanto ha riferito, incontrando i giornalisti, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. «La sanità calabrese che non è esente da problemi – ha aggiunto Loiero – ha subito in questi anni colpi d’immagine notevoli ma le situazioni di difficoltà accadono anche in regioni ritenute all’avanguardia. Qui c’è una sorta di sindrome». L’organismo d’inchiesta, a quanto si è appreso, entro due o tre giorni presenterà una relazione sull’episodio.

19 novembre 2009

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