Truffa da 4 milioni, tre imprenditori nei guai

 

Truffa da 4 milioni, tre imprenditori nei guai
 
Agli arresti domiciliari Antonio Ranieri e Domenico Commisso. Giuseppe Benavoli è ricercato

Giuseppe Mercurio

Catanzaro
Ancora un altro colpo è stato assestato dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, guidato dal colonnello Giovanni Castrignanò, nei confronti di presunti autori di truffe aggravate ai danni dello Stato. I finanzieri infatti, sotto il coordinamento del Procuratore della Rebubblica, Antonio Vincenzo Lombardo, del procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli, e del sostituto procuratore Giampaolo Boninsegna, hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, che ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di tre imprenditori, responsabili secondo l’accusa di un’articolata truffa aggravata al danni dello stato, finalizzata all’indebita percezione di ingenti contributi pubblici. Si tratta di Antonio Ranieri, 56 anni, imprenditore nautico, e Domenico Commisso, 24, di Siderno. Una terza persona, Giuseppe Benavoli, di 43 anni, di Catanzaro, risulta irreperibile perché si troverebbe in Romania dove avrebbe una serie di interessi economici. Commisso e Benavoli sono anche loro imprenditori (sarebbero titolari di una cartiera) ed avrebbero svolto un ruolo nella truffa in relazione soprattutto all’emissione della fatture false sulle quali si basava l’erogazione dei finanziamenti. Gli arrestati sono responsabili, in concorso fra loro, dei reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e ulteriori illeciti amministrativi e fiscali connessi e consequenziali.
Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati tutti i beni della "Ranieri Cantieri Nautici Srl" di Soverato, fra i quali spicca una imponente struttura industriale che si trova a Isca sullo Jonio, nel catanzarese, specializzata nella produzione di imbarcazioni da diporto. Sequestrate anche cospicue disponibilità bancarie e finanziarie, per un valore complessivo stimato di 15 milioni di euro.
«Si chiude così – si legge in una nota della Guardia di Finanza – un anno di approfondite indagini che hanno consentito alle "fiamme gialle" di portare alla luce un insidioso disegno criminale finalizzato all’indebita percezione di un finanziamento pubblico di quattro milioni di euro, da parte della "Ranieri Cantieri Nautici Srl", concesso nell’ambito del "Patto territoriale del versante jonico, delle Serre e del Soveratese". Tale "patto" prevede, fra l’altro, l’erogazione di contribuzioni finanziarie tese alla realizzazione di importanti interventi strutturali finalizzati allo sviluppo socio-economico dell’area territoriale interessata, da eseguirsi sotto l’egida e la vigilanza della Provincia di Catanzaro».
Chiara, secondo i finanzieri, «la metodologia criminosa adottata – completamente ricostruita sotto ogni aspetto dai finanzieri – che si basava su un sofisticato meccanismo di frode, imperniato su un vorticoso "giro" di fatture per operazioni inesistenti, una serie di fittizie transazioni finanziarie e bancarie per importi considerevoli e la predisposizione di corposa documentazione ideologicamente falsa con riguardo all’entità delle spese sostenute, al pagamento delle fatture oggetto di contributo pubblico ed allo "stato d’avanzamento" dei lavori finanziati. Il tutto, per indurre in errore l’Amministrazione provinciale di Catanzaro – soggetto responsabile del "Patto territoriale" per conto del Ministero delle Attività produttive – e procurarsi un ingiusto profitto rappresentato dalla percezione indebita del contributo milionario». Il finanziamento indebitamente percepito è stato revocato e la società è stata interdetta dal richiedere ulteriori contribuzioni pubbliche.
«Questa è un’operazione certamente importante – ha detto il Procuratore della Rebubblica, Antonio Vincenzo Lombardo – che si basa in concreto su una serie di false fatturazioni che sono speculari e funzionali all’ottenimento dei contributi previsti per lo sviluppo».

 

I numeri
Quattro sono i milioni di euro indebitamente percepiti, secondo l’accusa, dalla "Ranieri Cantieri Nautici Srl", concessi nell’ambito del "Patto territoriale del versante jonico, delle Serre e del Soveratese" che prevede, fra l’altro, l’erogazione di contribuzioni per la realizzazione di importanti interventi strutturali.
Quindici milioni di euro è il valore dei beni posti sotto sequestro dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza fra i quali spicca una imponente struttura industriale che si trova a Isca sullo Jonio specializzata nella produzione di imbarcazioni da diporto.

Tre le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal Gip di Catanzaro nei confronti di altrettanti imprenditori accusati di un’articolata truffa aggravata al danni dello stato, finalizzata all’indebita percezione di ingenti contributi pubblici.

dalla Gazzetta del sud del 16 dicembre 2009

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