«Troppi i rischi»: la pattumiera della Calabria fa paura

Così Battaglina rischia di diventare la seconda discarica più grande d’Europa.
Tanti i “no”
I 'no' sono tanti. L'area comprende i comuni di Borgia e San Floro

CATANZARO Qualcuno già la definisce la seconda discarica più grande d’Europa, se non è la seconda poco ci manca. Comunque, si tratta di capire se mai sarà realizzata, visto tutto quello che sta scoppiando sull’impianto della “Battaglina” area tra i comuni di Borgia e di San Floro, alle porte di Catanzaro. Al momento, la Battaglina è uno “sbancamento”colossale nel cuore della Calabria, in un lembo di territorio già sconciato dalle pale eoliche dei tanti parchi qui spuntati come funghi e nel silenzio generale e colpevole delle istituzioni. Così è avvenuto anche per questo impianto di trattamento dei rifiuti della “Battaglina” che sta scatenando proteste e denunce contro un iter partito a metà degli anni ’90 e proseguito tra molte zone d’ombra e probabili irregolarità.  A realizzarlo la società Sirim di Catanzaro, finita nel mirino delle contestazioni insieme ai Comuni interessati e soprattutto alla Regione,  con due DipartimentiAgricoltura e Ambiente che sembrano fare l’uno il contrario dell’altro: il primo che mantiene un atteggiamento cauto nel rilasciare le autorizzazioni che le competono, il secondo invece molto più di “manica larga”. Il risultato è che quella che sulla carta doveva diventare un’isola ecologica sotto sotto rischia di diventare una mega discarica per il trattamento dei rifiuti solidi urbani che gli oppositori al progetto già definiscono la futura “pattumiera” della Calabria. L’area in questione è di oltre 40 ettari, sei dei quali già cantierizzati, con un movimento terra che agli occhi di chi c’è stato fanno ritenere la “Battaglina” un “mostro ambientale”. Di sicuro, l’intero dipanarsi della vicenda al momento appare un “mostro burocratico”, visto che sull’area insisterebbero numerosi vincoli che sarebbero stati bellamente “bypassati”: usi civici, vincolo paesaggistico ambientale, vincolo idrogeologico e forestale, vincolo derivante da incendio.
Sul punto, molto circostanziato appare un dossier del Movimento 5 Stelle di Catanzaro: «A oggi dagli atti consultati si legge nella relazione dei pentastellati non risulta essere stata presa in considerazione da alcun ente amministrativamente competente la sussistenza di diritti di uso civico». Da quel che risulta al Movimento inoltre non ci sarebbe poi «alcun parere o provvedimento della direzione regionale dei Beni paesaggistici di Cosenza». «Contorta e poco limpida», a parere dei “grillini”, sarebbe poi la procedura autorizzativa: «Si nota più volte come viene “confuso” un nulla osta idrogeologico per un rimboschimento compensativo con il nulla osta idrogeologico dell’impianto “Isola Ecologica Battaglina”, che tra le altre cose è riferito tutt’altre particelle e tutt’altro foglio di mappa catastale», in pratica il permesso di costruire del 5 luglio 2010 sarebbe stato «rilasciato senza di fatto aver acquisito un chiaro documento che confermasse il nulla osta idrogeologico e quindi forestale dell’opera “Isola ecologica Battaglina”». Poi, un incendio che il 7 agosto del 2007 colpì buona parte dell’area su cui dovrebbe sorgere la discarica: secondo le norme nazionali esiste un vincolo decennale per i terreni percorsi dalle fiamme.
«Il primo atto autorizzativo esplicitamente connesso alla “Isola ecologica Battaglina” denuncia il Movimento 5 Stelle è del 7 novembre 2007, tre mesi dopo l’incendio». Non solo i grillini, in  campo contro la “Battaglina” anche le associazioni ambientaliste e i movimenti per i beni comuni e il Comitato spontaneo del no che da mesi sta facendo una guerra che sta facendo proseliti: anche dal vicino comune capoluogo fa sentire la sua voce l’opposizione di centrosinistra, che chiede al sindaco di Catanzaro Abramo di dire e fare qualcosa. E poi, il fronte delle denunce.
A quanto risulta la “Battaglina” è già stata al centro di un’inchiesta della magistratura finita con un’archiviazione, ma a fine 2013 alcuni sindaci di Comuni “associati” con Borgia e San Floro come Girifalco, Amaroni, Cortale, Settingiano hanno formalizzato un altro esposto ai carabinieri chiedendo di verificare la legittimità di tutti gli atti e l’esistenza di eventuali reati ambientali. Ed è anche tempo di interrogazioni: una alla Camera l’ha preannunciata il deputato 5 Stelle Paolo Parentela, mentre alla Regione l’ha già presentata il consigliere di Rifondazione Damiano Guagliardi, che chiede al governatore Scopelliti e agli assessori Gentile e Pugliano «quali provvedimenti intendano adottare per interrompere lo scempio perpetrato a danno delle popolazioni locali dall’attuazione di un’opera inutile e dannosa».

Antonio Cantisani

Fonte L'ora della Calabria 

Aggiungi un commento

Vostro Commento