Tra l’amministrazione e il Pd continua il “j’accuse”

Francesco Ranieri
 
«Batto, ribatto e controribatto». Quasi parafrasando Nanni Loy e il suo film "Pacco, doppio pacco e contropaccotto", prosegue l’acceso confronto tra il Pd davolese e l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Corasaniti. Quegli interventi che hanno mostrato le rispettive vedute sulla situazione amministrativa restano tutti sul tappeto e ora il Pd replica alla maggioranza «che – scrive – per coprire le sue inefficienze tenta di discreditare i 10 anni di amministrazione Femia».
A suffragio della propria tesi la sezione piddina afferma che «questa maggioranza dovrebbe dire "grazie" al Pd», elencando i finanziamenti captati dalla vecchia compagine di governo municipale: «1.290.000 euro per la messa in sicurezza della "106"; 400.000 euro per la chiesa di S. Nicola; 490.000 euro per il borgo; 250.000 euro per la delegazione comunale; 110.000 euro per ampliare il cimitero nuovo; 150.000 euro per la viabilità "Davoli-Satriano"; 200.000 euro per i canali di colo; 1.500.000 euro per bonificare la discarica "Vasi"».

Il partito evidenzia che si tratta di finanziamenti pronti da gestire – mentre «sono state avviate altre richieste per circa 4 milioni di euro» – e di aver lasciato un bilancio «sano, con un avanzo di 400.000 euro». Sulla scorta di ciò i democratici criticano le affermazioni della maggioranza sull’indennità di carica («che non è stata ridotta»), sulla statale 106 («si sta solo perdendo tempo»), sul centro storico («l’attuale amministrazione avrebbe dovuto contestare il mancato rispetto degli impegni convenzionali), sostenendo poi lo «stallo» dei lavori già finanziati. Il Pd lamenta anche «l’assenza di interessamento sui fondi per la raccolta differenziata e l’isola ecologica e l’azzeramento dei piani strutturale e di spiaggia». Anche la riorganizzazione dell’ufficio tecnico viene bocciata: «Perché il tecnico comunale, estromesso dall’amministrazione Femia per inadempienze urbanistiche, è stato prima fatto rientrare e poi è riandato via dopo neanche tre mesi? E perché è stato nominato un altro tecnico, di Roccella, senza però colmare le carenze dell’ufficio?». Quesiti che accenderanno il dibattito politico – il Pd ha invitato il sindaco ad un confronto pubblico – e scalderanno il clima del prossimo Consiglio.

dalla Gazzetta del Sud del 27 dicembre 2010

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