Tra la gente c’è incredulità per accuse così pesanti

 

Il gestore di Villa Elisa descritto come serio professionista

La notizia dell’arresto di Salvatore Froio, ha in poche ore fatto il giro della cittadina jonica, lasciando di stucco l’intera comunità soveratese. Froio infatti è conosciuto come un serio e stimato professionista che si adopera da anni per la tutela e la crescita della sanità accreditata col servizio sanitario pubblico.
Oltre ad essere medico di base con due ambulatori (uno a Soverato superiore, l’altro in marina), il dott. gestisce, insieme al fratello, la casa di cura "Villa Elisa" ed è il presidente del locale consorzio fidi.
Froio, vive con i genitori e conduce una vita legata quasi esclusivamente all’attività di medico. Promotore di diverse iniziative sul territorio in tema assistenziale. Ultima quella di creare un poli ambulatorio, adiacente a Villa Elisa, dove ha costituto l’associazione dei medici di base.
Siamo riusciti ad avvicinare telefonicamente una delle sue prime pazienti, un’insegnante delle scuole primarie che lo ha descritto così: «Una persona a modo dai lineamenti gentili, scrupolosa che teneva al centro della sua attività la salute del paziente. La notizia dell’arresto mi ha lasciata veramente sbalordita in quanto non ha mai dato adito a comportamenti illeciti».
Froio, proviene da una famiglia umile e dedita al lavoro. Il papà, fino a qualche anno addietro, gestiva un distributore di carburante a Montepaone Lido, la mamma casalinga.
Salvatore Froio, meglio conosciuto come "Rino", vive in un attico di via Galliano a Soverato insieme ai genitori.

Messaggi di solidarietà sono giunti in serata anche dal mondo dell’imprenditoria giovanile e dei commercianti di Soverato, che all’ unisono, hanno descritto il medico, «persona non capace di simili comportamenti».( c.b.)

dalla gazzetta del sud del 25 marzo 2010

Commenti (3)

Muro del Pianto25 marzo 2010 alle 08:35

Facciamolo Santo !

Ma dimme te , vi ha fottuto un milione di euro …..
in Calabria non cambierà mai nulla

oretta27 marzo 2010 alle 13:25

quello che è più grave è che i soldi sottratti erano fondi destinati a combattre l’usura e la criminalità

questi arresti comunque fanno pensare il contrario caro muro del pianto, cioè che qualcosa in calabria si sta muovendo, c’è solo da augurarsi che si accertino presto le responsabilitù e chi ha sbagliato venga duramtente punito

Ciccio2 aprile 2010 alle 23:43

La cosa più grave che non elencano tutti gli indagati della vicenda… non li nascondete dietro un nulla si conoscono già!!!
Fate nomi e cognomi se avete gli attribbuti voi giornalisti!!!

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