Territorio da scoprire e valorizzare In cantiere un possibile accordo di programma per lo sviluppo del progetto

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
A Sant’Andrea Jonio potrebbe vedere la luce un modello di fruizione del territorio da esportare nell’intero Mediterraneo.
È quanto emerso dal forum pubblico – con numerosi cittadini, sindaci, amministratori e associazioni – sulla "Valorizzazione naturalistica del territorio per un turismo sostenibile e di qualità" promosso da Regione, Comune e "Fai" (Fondo per l’ambiente italiano).
Proprio il "Fai" ha un ruolo strategico in questa missione che ha preso le mosse qualche anno addietro, quando i riflettori mediatici si diressero sulla spiaggia di S. Andrea, con la sua elezione a "Luogo del cuore-Fai". Attraverso un percorso lungo e complesso si è arrivati a un punto d’incontro che potrebbe portare a un accordo di programma quadro ("Apq") per lo sviluppo del progetto basato sull’analisi del "Fai" sulla località "Fondaco" di S. Andrea, nella zona nord sottoferrovia.
«Un territorio intatto per volontà della popolazione – ha evidenziato il sindaco Gerardo Frustaci – che ci consente di pensare a una valorizzazione in grado di andare oltre il turismo estivo». Si pensa a una fruizione integrata del territorio, attenta alla salvaguardia delle ricchezze naturali, come ha evidenziato il presidente regionale del "Fai", Anna Lia Paravati: «La zona dietro la spiaggia è intatta e ricca di tante unicità. La nostra idea non è quella di un’oasi inaccessibile ma di aprirla all’uomo per una fruizione nuova rispetto ad altre realtà di cemento e sfruttamento delle risorse».
Si tratta di un progetto che dovrà essere condiviso dalla popolazione, «o non se ne farà nulla» è stato evidenziato. Per questo, nei prossimi giorni, sarà reso noto un calendario con le date in cui prendere visione del progetto. L’assessore comunale all’"Urbanistica", Emilio Dominijanni, ha fornito alcuni dati: circa 14 milioni di euro (tra "Fai" e Regione) di investimento; un flusso annuo di circa 50.000 visitatori («è una stima molto prudente» ha affermato); un’occupazione diretta pari a 22 posti di lavoro. Per il direttore del dipartimento regionale "Urbanistica", Saverio Putortì «è necessario governare il territorio senza farsi condizionare dal governo dell’economia che punta a sfruttare le risorse non a valorizzarle. Ciò mi fa dire che S. Andrea è stata lungimirante, come dimostra il basso livello di abusivismo edilizio».
Anche il prefetto Antonio Reppucci ha evidenziato l’importanza del mancato "saccheggio" del territorio e la possibilità di farlo decollare: «Serve però un salto di qualità notevole sul piano culturale e legare la formazione dei giovani alle esigenze turistiche del territorio». Ricco di interventi il dibattito, nel quale si è evidenziato l’interesse verso l’idea ma anche la necessità, prima di esprimere un giudizio di "vedere le carte".
Sono intervenuti Giuseppe Commodari, Matteo Cosentino, Giuseppe Messina, Ulderico Nisticò, Bruno Nesticò, Giovanni Cerminara, Pietro Frustagli, Francesca Dominijanni, Antonino Renda, Maurizio Cosentino e Giuseppe Soriero.
Ha concluso i lavori l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri: «Il percorso è iniziato nell’estate 2010 – ha ricordato – con l’interessamento di Scopelliti al progetto; un’iniziativa unica nel Mediterraneo, che punta fra l’altro anche alla tutela del luogo dove la tartaruga "caretta caretta" depone le uova. S. Andrea, se lo vorrà, – ha concluso – potrà essere la bandiera dello sviluppo ecosostenibile».
dalla Gazzetta del Sud del 29 marzo 2012

Commento (1)

elisabetta nestico31 marzo 2012 alle 19:44

speriamo che questi non spariscono come tutti i precedenti

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