Tentato furto in un cantiere edile, presi

Agli arresti domiciliari è finito il quarantaduenne Alfonso Polito che stamattina sarà processato per direttissima

Nel cassone dell’autocarro i carabinieri, intervenuti in poco tempo anche grazie ad alcune segnalazioni telefoniche, hanno trovato decine di metri di tubi in rame appena trafugati da alcuni appartamenti in costruzione, procedendo così all’arresto in flagranza di reato di una persona e alla denuncia in stato di libertà di un’altra. A finire in manette con l’a ccusa di furto aggravato in concorso è stato Alfonso Polito, 42 anni, di San Sostene, fermato dai militari della Stazione di Davoli, al comando del maresciallo Ugo Albanese, mentre cercava di sfuggire alla cattura dopo essere stato bloccato all’interno del cantiere per la costruzione di un villaggio turistico in località “Chiaranzano” del piccolo centro ionico. L’altra persona denunciata, P.F., 40 anni, di San Sostene, è stato invece inseguito dai carabinieri alla cui vista si sarebbe dato alla fuga. Una volta raggiunto dai militari nella sua abitazione, l’uomo avrebbe riferito loro di non essere coinvolto nel furto poiché, a suo dire, si sarebbe trovato in quella località solo per fare jogging. La spiegazione non ha però convinto gli uomini dell’Arma che lo hanno dunque denunciato all’a u t orità giudiziaria. La ricostruzione operata dai carabinieri sostiene che i due uomini sarebbero stati intenti a trafugare il materiale, per un valore di circa 4.000 euro, e a caricarlo nel cassone di un autocarro Fiat “Iveco”. Il furto è stato messo in atto, tra l’altro, alle 18 di sabato scorso, un orario insolito per portare a termine qualsiasi “colpo” del genere ma che, evidentemente, non ha intimorito i presunti autori. La loro presenza non è infatti passata inosservata ad alcune persone che si trovavano nella zona, che hanno contattato il “112” c o n s e ntendo ai carabinieri, che erano intanto all’opera per prevenire proprio questo genere di reati predatori, di intervenire subito sul posto, sventando il furto e consentendo al proprietario del materiale di tornarne in possesso nel giro di poche ore. Oggi, dunque, Polito, che è stato posto agli arresti domiciliari, dovrebbe affrontare il processo per direttissima, visto che l’arresto è avvenuto in flagranza di reato. Intanto, l’imprenditore che ha subìto il furto ha verificato ieri l’entità dei danni. Infatti i tubi in rame rubati non erano in stato di abbandono nel cantiere ma erano già stati installati negli appartamenti del complesso residenziale turistico: da sette appartamenti, dunque, sono stati tagliati e asportati. Un ulteriore danno perché ora per poter sistemare gli impianti si rischia di dover nuovamente rompere muri e pavimenti già ultimati. Nel corso del sopralluogo, tra l’altro, il costruttore ha anche notato altri furti che la struttura ha subìto negli ultimi tempi: diversi cavi strappati dai muri, portoncini blindati smontati e gettati dai piani superiori del complesso, piani di ponteggi ammassati e pronti per essere portati via e infissi trafugati. Nei mesi scorsi sono stati circa 80 gli appartamenti del villaggio, che non è ancora abitato, “v isitati” da ignoti malviventi. Senza contare che proprio nei giorni scorsi l’imprenditore aveva denunciato anche un altro furto, avvenuto in un altro suo cantiere a poca distanza da quello del complesso residenziale di “Chiaranzano”, di diverse “cravatte” per pilastri, attrezzature indispensabili per tirare su le strutture portanti di un edificio . 
Francesco Ramieri

dalla Gazzetta del Sudd del 24 giugno 2013
 

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