Tariffe depurazione non dovute

Borgia. La Corte Costituzionale dà ragione ai consiglieri comunali di opposizione

Tariffe depurazione non dovute, Danieli esulta

BORGIA – La sentenza n. 335 depositata dalla Corte Costituzionale (Giovanni Maria Flick presidente e dai giudici Francesco Amirante, Ugo De Siervo, Paolo Maddalena, Aldo Finocchiaro, Alfonso Quaranta, Franco Gallo relatore, Luigi Gazzella, Gaetano Silvestri, Maria Rita Saulle, Giuseppe Tesauro, Paolo Maria Napoletano e cancelliere Gabriella Melati) lo scorso 10 ottobre, in riferimento alla quota della tariffa del servizio idrico destinata alla depurazione delle acque, ha dato ragione ai consiglieri comunali del gruppo di minoranza “Uniti per Borgia” che hanno da sempre sostenuto che non si paga un servizio che non c ‘è. «Infatti – ha commentato il consigliere comunale di opposizione del gruppo “Uniti per Borgia” Pietro Danieli – la Corte Costituzionale ha stabilito che il canone di depurazione è un compenso ad un servizio reso e quindi non un tributo. Di conseguenza se non vi è il servizio non può essere neanche chiesto il corrispettivo, che per i giudici costituzionali viola l’art. 31 della Costituzione in quanto discrimina chi paga la tariffa senza ricevere in cambio ilservizio. La sentenza, quindi, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comm. 1, della n. 36/1994 (in materia di risorse idriche) e del testo modificato dall’art. 28 della legge n. 179/2002 (disposizioni in materia ambientale), dove è sancito che la quota di tariffa destinata al servizio di depurazione è dovuta dai cittadini «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». «La sentenza – ha dichiarato Danieli – è di enorme importanza anche per il Comune di Borgia, in quanto stabilisce che i cittadini dei rioni non serviti dagli impianti per la depurazione o perché gli stessi non sono funzionanti non solo non devono pagare, ma possono chiedere la restituzione delle somme ingiustamente già pagate. «Lo andiamo dicendo da tempo – ha ricordato Danieli – che gli abitanti di via Giovanni XXII e dintorni non sono allacciati al depuratore di località Malajidi perché l’impianto è fermo da anni e le pompe di sollevamento, destinate a pompare le acque fognanti nella rete collegata al depuratore di località Spilinga, sono fuori uso e che le fogne scorrono a cielo aperto. Nessuno ci ha mai ascoltato e la popolazione ha continuato a pagare un servizio non reso». «L’auspicio- ha proseguito Danieli – è che qualcuno affronti il problema con serenità e con voglia di fare chiarezza senza ricorrere alle solite demagogie. Il problema esiste e per la verità nessuno lo ha mai negato, ma ora bisogna fare qualcosa prima che i cittadini interessati intraprendano gli strumenti democratici a loro disposizione per il recupero delle somme pagate e non dovute». «Sarebbe un bel guaio per le anemiche casse comunali, ha concluso Danieli. Ecco perché la sentenza della Corte Costituzionale dovrà essere bene interpretata e si dovrà rimediare o con la riattivazione degli impianti di depurazione o cancellando dalle bollette le somme dovute per la depurazione».

di SALVATORE GUERRIERI

da il Quotidiano del 23 ottobre 2008

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