Sottopasso ferroviario lavori fermi dal 2007

Badolato L’abbandono regna sovrano nel cantiere delle Rfi

Sottopasso ferroviario lavori fermi dal 2007 e recinzione divelta, rischi per i passanti
I cittadini: bisogna completare l’infrastruttura per renderla sicura basterebbe chiudere l’area

 

Francesco Ranieri
Badolato
Va bene che i lavori per il sottopasso ferroviario di Badolato sono ancora ben lungi dal ripartire ma prima di chiuderne il cantiere (dopo la sospensione sopravvenuta nell’estate 2007) si sarebbero dovute (e potute) prendere una serie di precauzioni per tutelare in misura maggiore la sicurezza dei cittadini. L’area in questione, ormai polveroso «luogo fantasma» di fronte alla galleria carrabile e pedonale già realizzata, è situata nel bel mezzo del lungomare di Badolato.
Una zona, dunque, piuttosto trafficata in ogni momento dell’anno: accanto ad essa ci sono alcuni campetti sportivi, un po’ più a distanza si trova, invece, lo stadio comunale "Giuseppe Larocca" e nei pressi ci sono alcuni gazebo in legno con diversi tavolini, punto d’incontro per molti giovani. Un luogo, dunque, frequentato soprattutto da ragazzi alle prese coi loro consueti giochi pomeridiani: le classiche partitelle a calcetto, le corse in bicicletta e gli allenamenti della squadra femminile di pallamano, che vi svolge la preparazione atletica. I rischi maggiori sono soprattutto per chi passa a fianco del recinto, o meglio, di quel che resta di esso. Infatti, la recinzione in plastica arancione che lo scorso anno circondava il cantiere (mentre ancora, dunque, si eseguivano i lavori) oggi è quasi del tutto strappata e «annegata» tra canneti ed erbacce. Anche il cancello in legno, posto all’ingresso del cantiere, non è più in grado di assolvere alla sua funzione, quella di interdire il passaggio a chiunque, essendo del tutto divelto e con alcuni chiodi sporgenti in bella vista.
E lasciare l’accesso praticamente libero ad un’area di lavoro abbandonata (seppure temporaneamente) non pare davvero essere una scelta opportuna. Inoltre, chi si trova a passeggiare lungo il marciapiede che corre proprio accanto al cantiere si ritrova senza alcuna protezione laterale, mancando una balaustra di sostegno efficiente che separi il piano di transito dalla cunetta sottostante. Rfi, di concerto magari con l’amministrazione comunale locale, dovrebbe, insomma, pianificare un modo per eliminare rapidamente questo problema. Certo, è di facile intuizione che, in questo momento, su tutto questo abbia un peso non indifferente la vicenda che riguarda la realizzazione del sottopasso, che rimane il problema primario. Sospesa oltre un anno fa, con la rescissione contrattuale in danno dell’impresa costruttrice di allora (la Ati Forester) decisa dalla società ferroviaria nazionale, la ripresa dell’attività lavorativa è ancora alle prese con i soliti iter burocratici, macchinosi ed estenuanti.

Ma anche se la tempistica per l’indizione e lo svolgimento di una nuova gara d’appalto per ri-assegnare i lavori di completamento dell’infrastruttura (che peraltro è già a buon punto) richiede decisamente molta pazienza, senz’altro meno lunghi potrebbero rivelarsi, intanto, i tempi necessari per effettuare una serie di interventi-tampone di messa in sicurezza dell’area: sarebbe sufficiente, infatti, un rifacimento totale della recinzione perimetrale del cantiere, in grado di circoscrivere e chiudere l’area interessata, rendendola così meglio definita e più sicura e, magari, anche un po’ meno degradata. In attesa, poi, della tanto sospirata apertura del sottopasso.

dalla Gazzetta del Sud del 29 ottobre 2008

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