Sorpresi mentre appiccano il fuoco

Badolato Avevano appena incendiato il lido "Il Caciaro"

Sorpresi mentre appiccano il fuoco ma riescono a sfuggire ai carabinieri

 

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
Nessun dubbio sulla matrice dolosa del tentativo di dare alle fiamme, lunedì sera, lo stabilimento balneare "Il Caciaro" di Badolato Marina: una tanica di benzina rinvenuta nei pressi del lido e la precipitosa fuga effettuata da almeno due ignoti, non appena scorti i carabinieri di pattuglia, rappresentano le «pistole fumanti» trovate dai militari dell’Arma della stazione di Badolato. Militari che di fatto hanno sventato l’altrimenti totale distruzione del lido (di proprietà di Gesualda Audino), in quanto, intorno alle 21, si trovavano di pattuglia proprio nei suoi pressi, nel momento in cui veniva dato alle fiamme. Nonostante la tempestività dell’intervento, tuttavia, gli ignoti incendiari, che per appiccare il fuoco hanno rotto il vetro di una finestra dalla quale hanno versato la benzina, sono riusciti a fuggire dalla spiaggia, approfittando del buio pesto.
I carabinieri hanno avvertito i vigili del fuoco del distaccamento di Soverato che, tra l’altro, si trovavano già nella vicina Isca, dove erano stati chiamati per un incendio di sterpaglie nella zona costiera. Il loro intervento è valso a spegnere le fiamme che, comunque, hanno danneggiato varia attrezzatura: un pedalò, diverse pedane e sedie in plastica e altro materiale. La conta dei danni verrà eseguita nei prossimi giorni, resta ora da scoprire chi (e perché) avesse intenzione di distruggere il lido. La proprietaria ha sostenuto di non aver ricevuto pressioni né minacce, dunque, il lavoro investigativo dei carabinieri della stazione di Badolato dovrà battere più piste. Coordinate dal maresciallo Pietro Antonio Quaresima, e sotto la supervisione del capitano Emanuele Leuzzi, comandante della compagnia di Soverato, le indagini sono ora in pieno svolgimento.

Nello scorso novembre, la figlia della proprietaria, titolare di un esercizio commerciale a Davoli, aveva visto andare distrutta in un incendio la propria autovettura. Nello stesso rogo, anche l’auto della madre era andata in fumo. Allora, non vennero trovati elementi che facessero propendere per il dolo, cosa del tutto diversa da quanto accaduto lunedì sera.

dalla Gazzetta del Sud del 8 aprile 2009

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