Smaltimento rifiuti, avanti piano

Ma c’è già chi pensa di realizzare un concorrenziale sistema ecocompatibile

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
Si presenta ancora frammentato il quadro della raccolta e smaltimento dei rifiuti nei paesi dell’Unione dei Comuni del "Versante Ionico".
In alcuni opera la "Schillacium spa" (società a capitale misto pubblico-privato) in altri sono gli stessi enti a svolgere tale servizio.
È chiaro che, però, si tratta di una situazione che è destinata a non avere vita lunga, alla luce delle recenti disposizioni legislative che prevedono per gran parte dei Comuni (in particolare sotto i 5.000 abitanti) lo svolgimento delle funzioni fondamentali attraverso l’Unione o la convenzione entro il prossimo 31 dicembre. Una scadenza ravvicinata che, comunque, vede la "Versante Ionico" impegnata a cercare una rapida sistemazione per garantire un servizio efficiente ed economicamente sostenibile. Proprio per questo nell’ultima seduta di giunta il presidente Antonio Corasaniti ha illustrato una sua proposta e ascoltato i pareri degli altri sindaci, che compongono l’esecutivo dell’Unione. Tutti d’accordo sulla necessità di procedere alla realizzazione di un sistema di raccolta differenziata ma, alla fine, ha prevalso l’idea di farlo ciascuno in maniera autonoma, sulla scorta dell’esempio del Comune di S. Caterina, il cui sindaco Domenico Criniti si è dichiarato disponibile a fornire la sua opera sulla base dell’esperienza finora avuta.
Sulla base di tale scelta il presidente Corasaniti andrà ora a formare un gruppo di tecnici, nominati dai nove sindaci dell’ente, per la realizzazione di un progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta. Allo stesso tempo, però, la giunta ha anche autorizzato il presidente ad avviare il procedimento per la realizzazione di un sistema di smaltimento ecocompatibile, attraverso quello che è definito un sistema di "biodigestione" del "Forsu", un acronimo che indica la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che potrebbe produrre biogas. La sua proposta ha preso le mosse da alcune valutazioni di carattere generale che hanno anche analizzato la difficile situazione economica dei contribuenti dell’Unione e della conseguente necessità di mettere in piedi un sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che sia meno costoso dell’attuale, spiegando che «ciò può avvenire attraverso economie di scala e nuovi sistemi ecocompatibili che generino risorse economiche e che, dunque, non siano solo un costo».
La realizzazione del nuovo sistema di raccolta e smaltimento – con la costruzione di un impianto di biodigestione del "forsu" in parallelo a una raccolta porta a porta – potrebbe portare a un’entrata di sette milioni di euro all’anno per l’Unione e, di conseguenza, per i Comuni. I passi nell’immediato, dunque, saranno quelli di procedere a instaurare un regime di raccolta porta a porta dei rifiuti. Nel frattempo, accanto al conferimento della funzione "rsu" all’Unione, si studieranno le strade per arrivare anche alla costruzione dell’impianto di smaltimento. Il tutto al fine di scongiurare gravi rischi di emergenza ambientale per la popolazione dell’Unione. 
dalla Gazzetta del Sud del 1 giugno 2012

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