Sequestrati numerosi beni per oltre 30 milioni di euro

Villa con Piscina sequestrata in uso a Fiorito procopioCinque terreni e due appartamenti; quattro ville di cui una con piscina; due capannoni commerciali; un villaggio turistico costituito da circa 200 unità immobiliari destinate a clientela straniera; diciassette automezzi; quattro complessi aziendali relativi ad altrettante società operanti nel settore edile e del commercio; due ditte individuali; diverse quote societarie. Il tutto per un valore complessivo di circa trenta milioni di euro. Sono questi i beni posti sotto sequestro dal Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro in collaborazione con il servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) di Roma a termine di una meticolosa ricostruzione di articolati assetti societari e di sofisticate operazioni finanziarie ed il conseguente incrocio con le risultanze dell’attività tecnica ed info-investigativa svolta sul territorio.
Le persone colpite dal decreto di sequestro preventivo dei beni, oltre ai fermati Fiorito Procopio, Bruno Procopio, Francesco Procopio, Michele Lentini e Pasqualino Greco, sono Laura Procopio, 29, residente a San Sostene; Emanuela Spadea, 31; Giuseppina Mirarchi, 44; Vincenzo Mirarchi, 45; Sandrina Froiio, 47, tutti residenti a Davoli; Maurizio Tripodi, 52; Lucia Tassone, 48; Vito Tripodi, 23, Luigina tripodi, 25, tutti residenti a Soverato. Tutte queste persone, secondo l’accusa, sono responsabili, a vario titolo, del reato di intestazione fittizia di beni, aggravato dalle "modalità mafiose".
Emblematico il caso di Fiorito Procopio, uno dei principali indagati, che, pur non non rivestendo alcuna carica ufficiale all’interno delle società interessate all’affare, essendo un semplice dipendente di una di esse, avrebbe dettato le linee guida nel corso delle varie fasi decisionali inerenti alla realizzazione del un complesso residenziale turistico, rapportandosi con banche e professionisti direttamente o tramite di familiari compiacenti.
Procopio, pur risultando titolare di redditi minimi derivanti dall’attività di lavoro dipendente, sarebbe usufruttuario di una lussuosa villa con piscina, mentre il genero, anch’egli con redditi ufficiali appena sufficienti a garantire il minimo vitale, avrebbe avuto la disponibilità, tra l’altro, di autovetture di lusso quali una Audi Q7 del valore approssimativo stimato intorno a 50.000 euro.(g.m.)
dalla Gazzetta del Sud del 16 dicembre 2011

2683 Letture dal - 16 dicembre 2011
inserito in Cronaca, Davoli, malaffare, Ndrangheta, San Sostene, Satriano, Soverato da admin

Leave a Reply