Rinvenute tredici grotte dell’Età del ferro

Soverato Uniche in Calabria, sono state danneggiate dalle strade

Tredici grotte dell’Età del ferro sono state rinvenute  in località San Nicola
Il progetto messo a punto dal gruppo "Paolo Orsi" insieme all’Itg e dal collegio provinciale dei geometri

 

Maria Anita Chiefari
Soverato
Ieri mattina all’Istituto tecnico per geometri è stato presentato il progetto "Storia antica e moderna didattica a Soverato", che ha visto coinvolti il gruppo archeologico "Paolo Orsi" , gli studenti dell’istituto, il Collegio provinciale dei geometri e dei geometri laureati di Catanzaro, il Comune di Soverato e la Provincia di Catanzaro. Ha aperto i lavori il dirigente scolastico Domenico Servello, il quale ha spiegato che una scuola capace deve essere aperta alle esigenze del territorio, proprio in quest’ottica l’Istituto ha sposato l’iniziativa, proposta dal mondo del volontariato. «La nuova missione della scuola – ha così sostenuto Servello – è mettere in luce le risorse del territorio e la condivisione delle sue problematiche». Romualdo Procopio, in veste di moderatore, ha poi dato la parola al direttore del gruppo archeologico Angela Maida che ha illustrato il progetto che ha come obiettivo dotare il sito archeologico delle grotticelle funerarie delle misure di sicurezza per consentire la piena fruibilità del sito archeologico. L’augurio è che questo lavoro degli studenti venga realizzato effettivamente.
In effetti un gruppo di alunni, accompagnati dall’ing. Laganà, hanno già effettuato i rilievi topografici sul sito. I primi rilievi sono stati fatti sul sito nel 1931 dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali e poi don Gnolfo ha raccolto tanti dati. Maida ha riportato con l’ausilio di immagini un quadro cronologico della storia di Soverato e una mappa dei siti archeologici da valorizzare e da salvaguardare. «Nella località San Nicola – ha spiegato la direttrice del gruppo archeologico – ci sono 13 grotticelle, uniche nel loro genere in Calabria. Il sepolcrato rupestre è stato datato tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro. Sono state scavate nella roccia arenaria ed erano collegate l’una all’altra da scalette di collegamento. Purtroppo la costruzione della strada statale, la realizzazione delle opere ferroviarie, la superficialità dei privati nel costruire, hanno ridotto l’estensione del sepolcrato».
Il progetto è stato articolato in varie fasi di studio e in varie tappe, tra cui il 9 maggio interverranno due esperti la dott.ssa Tucci, storica, e l’archeologo Ruga Alfredo, il 16 maggio, invece, l’archeologa Chiara Raimondi e il docente dell’Unical Ilario Principe. Il prof. Ulderico Nisticò ha posto l’accento sulla lettura del territorio, che fa comprendere come si è sviluppata la cittadina. Lo storico ha sottolineato che l’insegnamento delle storie locali può dare un contributo originale alla formazione della cultura dei giovani e allo sviluppo della loro personalità affettiva e civica.

Sulla stessa scia si è espresso l’assessore alla Cultura del Comune di Soverato Sonia Munizzi, che ha sostenuto che si tratta di un progetto l’innovativo ed interessante. «È importante – ha spiegato Munizzi – conferire maggior valore e rendimento ai siti archeologici attraverso un sistema di iniziative, comprese la cooperazione e la partecipazione ad istituzioni operanti sul territorio in stretta connessione con le Soprintendenze e le università, innalzando il livello qualitativo e quantitativo della fruizione delle aree archeologiche ed in generale del patrimonio culturale soveratese. L’Amministrazione comunale, da parte sua, si sta impegnando a promuovere ed a potenziare l’offerta dei beni culturali esistenti sul territorio».

dalla Gazzetta del Sud del 25 Aprile 2009

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