Riapertura de -Il Chiosco- Corsia preferenziale al Comune

Il sindaco: «Gli uffici sbrigheranno in tempi rapidi le pratiche necessarie»

È una solidarietà che non è fatta soltanto di parole quella del sindaco di San Sostene, Patrizia Linda Cecaro, nei confronti di Salvatore Vaccaro, proprietario de “Il Chiosco”, la struttura andata in fumo nella notte tra sabato e domenica scorsi sul lungomare cittadino. Infatti il primo cittadino mette subito in chiaro l’intenzione di voler agevolare dal punto di vista burocratico, nei limiti del consentito, l’imprenditore che, dal canto suo, ha già manifestato l’intenzione di ricostruire il proprio locale e di riaprirlo entro l’ormai prossima stagione estiva. Rispetto a quanto accaduto ai danni dell’attività di piccola ristorazione situata nella zona sud del lungomare cittadino, la Cecaro parla senza mezzi termini di «un fatto criminoso gravissimo, messo in atto proprio all’approssimarsi dell’avvio della stagione balneare». Si tratta, secondo il primo cittadino, di un atto da condannare duramente, soprattutto per due motivi che in qualche modo toccano direttamente la società locale: «Primo – spiega – perché in questa maniera si colpiscono degli operatori che garantiscono la presenza turistica, fornendo servizi. Poi perché grazie alla loro attività si creano posti di lavoro in un momento in cui, come è purtroppo del tutto evidente, la piaga della disoccupazione è difficile da combattere ». Alla luce di tutto ciò il sindaco di San Sostene, accanto alla sua vicinanza, esprime poi anche quella, anch’essa concreta, dell’amministrazione comunale «pronta a velocizzare attraverso i propri uffici, nei limiti della legalità, i tempi per garantire a Vaccaro la riapertura dell’azienda in tempi brevissimi ». Secondo il primo cittadino, infatti, «la criminalità e qualsiasi fenomeno analogo che danneggia la nostra società vanno combattuti anche non consentendo di raggiungere quello che appare in tutta evidenza il loro obiettivo, cioè quello di pregiudicare oltremisura chi finisce per essere vittima di questo genere di atti illeciti. Spero pertanto – conclude la Cecaro – che “Il Chiosco”, che tanto bene ha operato in questi anni, possa riprendere al più presto la sua attività ». Si tratta, dunque, di una disponibilità importante per consentire la possibile ripresa dell’attività, che ha subìto ingenti danni – si parla di una cifra che si aggirerebbe intorno ai 100.000 euro ma è ancora in via di quantificazione – dal rogo notturno: le fiamme hanno di fatto divorato la struttura, che è stata realizzata interamente in legno. Stessa brutta fine è toccata ai macchinari, alle celle frigorifere, agli arredi. Intanto sul fronte investigativo proseguono le indagini ad ampio raggio, coperte dal consueto riserbo, da parte dei carabinieri della Compagnia di Soverato. Come già riferito ieri su queste colonne, sembrerebbe potersi confermare che la causa del distruttivo incendio non sarebbe da ricercarsi nell’àmbito di eventuali ritorsioni legate a richieste estorsive che, pure, non sono un fenomeno “del tutto ignoto” al territorio. 
Francesco Ranieri

dalla Gazzetta del Sud de 16 aprile 2013

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