Rappoccio, l’uomo delle logge

Nelle mani degli investigatori anche numerosi assegni in bianco e contratti

di GIUSEPPE BALDESSARRO REGGIO CALABRIA – Il numero di tessera della loggia “Escapio” è il 4123. Ma a casa di Pasquale Rappoccio non hanno trovato solo quella. Nello studio dell’imprenditore della sanità reggina – con il vizio dei grandi affari – di medaglioni e simboli massonici ne hanno trovati tanti. A scorrere le 15 pagine in cui si elenca il materiale sequestrato dal Ros dei carabinieri sembra di trovarsi davanti al manuale del grembiulino perfetto. Da questo punto di vista Rappoccio non era un semplice adepto. Aveva il piglio del perfezionista. Nella sua bella abitazione conservava il “cappello simile laureato colore nero”; il “grembiule con emblema e coccorde di colore bianco, blu e rosso”; la “fascia di colore rosso e azzurro”; e persino la cravatta nera “raffigurante i simboli di un regolo e di un compasso colore oro”. E poi tuniche e tessere di ameno 5 logge. E gli immancabili codici: il “Ri – tuale emulation – Edizioni per Maestri Venerabili ed ex Maestri Venerabili Installati”. E libri come “Alle sorgenti della Massoneria”. Persino un Cd di Musica Massonica aveva Rappoccio. Quando gli uomini del Comando provinciale e del Ros, su richiesta dei pm Giuseppe Lombardo e Valeria Sottosanti, hanno bussato alla sua porta per mettergli le manette ai polsi e perquisire la casa, si sono trovati in un vero e proprio sacrario. Un “tempio”, in cui è stato trovato materiale utile a definire gli “interessi” dell’imprenditore per i cappucci, ma anche quelli relativi agli affari. E di affari Rappoccione ne aveva tanti. Al punto da ricostruirli il un appunto nel quale aveva segnato tutte le sue società, le partecipazioni e le aziende. Una sorta di puzzle che gli inquirenti stanno tentando di ricostruire in queste ore e che si sta completando proprio grazie ai documenti sequestrati la scorsa settimana. L’uomo è stato prima fermato e poi arrestato nell’ambito dell’operazione “Reggio nord”, per i rapporti di affari che aveva con esponenti di primo piano della cosca Condello. Business relativi alla gestione della discoteca “Limoneto”. Ma ora il quadro potrebbe allargarsi. Rappoccio infatti di interessi ne ha molti e in diversi settori, sia in Calabria che al nord. Ed è su questo che si vuole far luce. Sapendo che ci si trova di fronte ad un personaggio di “agganci” ne ha tanti. O meglio ne potrebbe avere anche più di quelli già scoperti. Sulla vicenda c’è ad esempio l’ombra delle sempre citata e mai scoperta “Super loggia” di Catania, il famoso gruppo massonico che nell’ambito del processo Olimpia venne descritta da pentiti del calibro di Barreca e Lauro. Poi ci sono anche altri affari. Non è un caso che sulla scrivania di Rappoccio siano stati trovate carte relative a diverse imprese, ad acquisto di terreni, a villaggi turistici e persino del “Cosenza calcio”. E gli assegni poi. Molti senza intestazione e data, ma per importi considerevoli, per decine e decine di migliaia di euro. Soldi e grembiulini, assegni e codici, accanto ad immaginette della Madonna della Montagna di Polsi, e della Consolazione e a souvenir della Madonna di Lourdes. Da una parte quindi Rappoccio si affidava ai “fra – telli”, mentre dall’altra chiedeva protezione alla Madonna, ma secondo i magistrati della Dda, qualche aggancio lo aveva anche con i vertici della ‘ndrangheta.

da il Quotidiano della Calabria del 19 Ottobre 2011

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