Quattro rom rubano in una casa di Davoli Arrestati a S. Sostene

Solo per pochi minuti hanno potuto pensare di aver messo a segno il colpo, peraltro piuttostomisero. Poi ci hanno pensato i carabinieri a riportare “sulla terra” le quattro persone di etnia rom (tre donne e un uomo) che ieri mattina si sono introdotte in una villetta di Davoli superiore, in via Roma, rubando dei soldi da una borsa, e cercando poi di darsi, invano, alla fuga. Secondo le prime ricostruzioni, a introdursi nella casa sarebbero state le tre donne, mentre l’uomo le attendeva in auto, poco distante: approfittando del fatto che la proprietaria, una pensionata di Catanzaro, aveva lasciato la porta di casa aperta dopo aver lavato il pavimento, le tre donne avrebbero cercato di trovare subito i possibili posti con denaro o gioielli ma, dopo aver potuto frugare soltanto in una vicina borsetta, sono state subito beccate dalla proprietaria. Dopo un maldestro tentativo di spacciare la loro presenza in casa con una banale richiesta d’informazioni, le tre rom si sono date alla fuga, portandosi dietro un “bottino” di appena 20 euro, mentre la proprietaria della villetta ha lanciato l’allarme. I carabinieri della stazione cittadina, guidata dal maresciallo Ugo Albanese, si sono messi subito alla loro ricerca, lungo la strada provinciale che collega i borghi collinari di Davoli, San Sostene e Sant’Andrea. A bordo della loro Renault “Mègane”, intanto, il gruppetto di slavi riteneva forse di averla fatta franca ma una volta raggiunto S. Andrea sono stati intercettati dalla pattuglia dei militari della stazione andreolese, al comando del maresciallo Camillo Privitera. Gli uomini dell’Arma li hanno inseguiti e fermati, con i colleghi di Davoli e del nucleo radiomobile di Soverato, a San Sostene Marina, all’incrocio principale sulla strada statale 106. I quattro sono stati così arrestati con l’accusa di furto in abitazione in concorso e trasferiti nelle camere di sicurezza del Comando Compagnia di Soverato, in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Francesco Ranieri

dalla Gazzetta del Sud del 14 ottobre 2012

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