Presentato il trailer del film “La zia d’America”

Presentato il trailer della pellicola sceneggiata da Nisticò e Camobreco

Il golfo di Squillace fa da cornice al film "La zia d’America" diretto da Paparazzo

 

Maria Anita Chiefari
Soverato
È stato presentato a Soverato il trailer del film "La zia d’America" diretto da Maurizio Paparazzo. Presenti ai pochi istanti di proiezione, oltre a molti componenti del cast, Vittoria Camobreco e Ulderico Nisticò, sceneggiatori della pellicola, l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Giacomo Matacera, e il regista Paparazzo. È stato proiettato un trailer dimostrativo per dare un’idea del materiale girato, della spettacolarità di alcuni luoghi utilizzati e della varietà dei personaggi interpretati con stupefacente naturalezza da attori non professionisti e scelti tra la gente comune.
"La Zia d’America" narra un intreccio di storie personali e familiari, assieme profonde e leggere, in una Calabria lontana da facili stereotipi e scontato e deprimente pessimismo. È interamente ambientato nel Golfo di Squillace, in particolare a Badolato, Copanello di Staletti, Davoli, Gasperina, Montepaone, Roccelletta di Borgia, S. Andrea J., Soverato, Squillace, Torre Ruggero, di cui si evidenziano i pregi paesaggistici e monumentali. I luoghi, tuttavia, sono utilizzati con una dinamica squisitamente cinematografica e non documentaristica, il che si ritiene sortisca più discreto, e proprio per questo migliore effetto di immagine e presentazione del territorio. Alla finalità propriamente cinematografica di raccontare la vita, si uniscono dunque scopi di promozione turistica dovunque la pellicola potrà essere vista; e di educazione degli stessi cittadini, in particolare i giovani e gli studenti, a conoscere e apprezzare un territorio assai più interessante che conosciuto e amato.
"La zia d’America" è il quinto film che il regista Maurizio Paparazzo ha realizzato interamente in Calabria, utilizzando ambienti e risorse locali. Avvalendosi, dunque, di tutto quello che il territorio offre in termini di potenzialità cinematografiche (attori, location, scenografi, costumisti, tecnici delle luci e del suono, studi televisivi, musicisti, patrimonio storico e culturale, manifestazioni, usi e tradizioni popolari) il regista ha messo le basi per la lavorazione di film legati alla nostra terra ma anche virtualmente rivolti a produzioni esterne. «La zia d’America è una commedia scorrevole – ha così commentato Ulderico Nisticò – abbiamo voluto rappresentare una Calabria normale». Vittoria Camobreco ci ha spiegato che il lavoro cinematografico racconta di una famiglia americana, i Russell, (la cui madre Pina Calabro’ é di origine calabrese) che viene a trascorrere l’estate a Soverato. L’occasione è quella ideale per vivere nella cittadina tutto quello che la calda stagione può offrire: mare, sole, giochi, incontri, divertimenti, sagre, festival, ricordi, amori. Al centro della commedia, infatti, c’è la storia inattesa di Pina e di Tommaso, un bell’uomo conosciuto casualmente sul luogo che rappresenta per lei quel senso di libertà e di spensieratezza di un’adolescenza in fondo mai vissuta essendosi trasferita giovanissima a New York dove ha sposato un ricco proprietario di una catena di locali notturni e di moda. Anche suo figlio Andrew e sua figlia Connie non riusciranno a resistere all’incantevole estate soveratese. Subiranno il fascino non solo delle bellezze paesaggistiche ma anche delle persone che conosceranno e non solo in ambito familiarità. Pina ha quattro sorelle, Anna, Rita, Camilla e Claudia che non vedeva da 35 anni. Con ognuna riprende il rapporto interrotto. Con Claudia, addirittura, lo comincia essendo la giovane sorella nata dopo la sua partenza per l’America.
Pina riscopre così un mondo di affetti e di situazioni che arricchiranno gli aspetti vacanzieri: presto viene catturata dalla vivacità di questa realtà alla quale si abbandona e che ella scopre anche legata alle più belle tradizioni. Il film ha ricevuto cinque lettere di interesse da parte dei Festival di Siviglia, Alicante, Transilvania, Salonicco e Torino. Inoltre è al vaglio della Film Commitions, ed verrà visto nelle scuole di Soverato.

«La lavorazione del film – ha sottolineato il regista – ha impegnato un numero di oltre 50 persone tra troupe e attori. Alcune scene, in particolare quelle dov’erano previste numerose figurazioni, mezzi e strutture scenografiche, sono state girate dal vero, cioè facendo interagire gli attori con eventi reali e con manifestazioni colte nel loro svolgersi naturale».

dalla Gazzetta del Sud del 22 gennaio 2009

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