Presentato il progetto per un’isola ecologica

Unione dei Comuni L’area dovrebbe sorgere a Badolato e servirebbe sei paesi

Presentato il progetto per un’isola ecologica

 

Francesco Ranieri
Sant’Andrea Jonio
È stato presentato al dipartimento politiche per l’ambiente della Regione il progetto per la realizzazione dell’isola ecologica nel territorio dell’Unione dei Comuni del Versante Jonico.
L’ente sovracomunale ha dunque aderito all’"Avviso pubblico per l’assegnazione di contributi finanziari per la realizzazione o adeguamento di centri per la raccolta a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti urbani- Por Fesr 2007/2013".
Stando al progetto approvato di recente dalla giunta dell’Unione, presieduta da Maurizio Lijoi, l’isola ecologica dovrebbe sorgere in territorio di Badolato, su un’area di circa 25mila metri quadrati per la quale il sindaco Nicola Parretta ha già dato una disponibilità di massima, in attesa che il consiglio comunale dia l’ok per l’operazione.
Gli obiettivi che si propone il progetto – al quale aderiscono i Comuni di Guardavalle, S. Caterina Jonio, Badolato, Isca Jonio, S. Andrea Jonio e San Sostene – è quello di accrescere la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, evitando che i rifiuti vengano dispersi nel territorio.
Il finanziamento richiesto alla Regione ammonta a circa 176mila euro, per realizzare questa isola ecologica di conferimento "presidiata" da personale specializzato e pronta anche a ricevere materiali di non facile smaltimento.

Il progetto, così come redatto dall’ufficio tecnico dedell’Unione dei Comuni (responsabile del procedimento è il dirigente Orlando Donato) stabilisce, infatti, la possibilità di conferirvi: rifiuti ingombranti; rifiuti già oggetto di raccolta stradale e/o porta a porta riciclabili (carta, alluminio, vetro, plastica). Il centro sarà anche un punto di conferimento, per commercianti e artigiani, di alcuni tipi di rifiuti assimilati (imballaggi di cartone o legno). Inoltre, nelle intenzioni espresse nel progetto, sarà possibile anche conferire rifiuti pericolosi come tubi catodici, lampade a fluorescenza, olii minerali e batterie. Un’iniziativa che ora attende la risposta della Regione per l’erogazione (o meno) del finanziamento.

dalla Gazzetta del Sud del 30 ottobre 2009

Commento (1)

schifato30 ottobre 2009 alle 10:31

bene, finalmente una bella notizia, finalmente anche la nostra zona si muove verso l’unica opzione possibile, il riciclaggio. Non esistono termovalorizzatori, solo inquinanti inceneritori, l’unia alternativa è il riciclo

Aggiungi un commento

Vostro Commento