Pale eoliche sott’accusa in un libro di Colistra

Difficile capire se si può chiamare parco eolico o bucolico le distese di un territorio che oggi è sempre più sconvolto da uno scempio che ha procurato danni irreparabili all’ambiente. Lo sottolinea nel suo opuscolo "Salviamo il paesaggio" Gregorio Colistra. «Terreni prima fertili, un tempo amorevolmente coltivati con zappa e aratro, oggi devono sopportare il peso di quei mostri, abbandonati per effetto dell’emigrazione forzata, violentati», scrive Colistra. Che continua evidenziando come «il paesaggio nelle coste è caratterizzato da un’irrazionale espansione edilizia con la costruzione di villini, balere, condomini, ciechi manufatti di cemento, strade asfaltate che distruggono arenili, così che tale marasma edilizio raggiunge temperature grottesche. L’acqua prima limpida ora è resa opaca dai pozzi perdenti, dai cacciatori subacquei, dalle multiproprietà, ed è così che da Scalea in giù non ci si può non interrogare su cosa sia potuto accadere e chi abbia permesso tutto ciò. Un abusivismo costiero che non investe solo la nostra regione, ma l’intero territorio nazionale, devastando le nostre bellezze».

L’attacco al nostro territorio diventa attacco alla cultura, architrave della democrazia e dell’unità d’Italia. Ma questi valori sono duramente compromessi anche da un sistema particolarmente selvaggio che ha devastato anche i centri storici, custodi di preziose tradizioni linguistiche. Colistra, attraverso il suo scritto intende porre un’attenta riflessione su questi problemi.(d.b.)

dalla Gazzetta del Sud del 24 agosto 2011

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