Ovunque danni e sgomento Privati e commercianti disperati: le nostre vite sono cambiate in un attimo

Cesare Barone
SOVERATO
A Soverato è ancora emergenza. Per le strade non si vedono altro che ruspe, idrovore e mezzi di Vigili del fuoco e Protezione civile. Per tutta la giornata anche i carabinieri sono stati impegnati a pulire i locali della caserma di piazza Renato Lio invasa dal fango. I vigili del fuoco, invece, sono stati occupati a sistemare il sottopassaggio che da via Trento e Trieste collega il centro città, ancora chiuso al traffico. Molte strade sono rimaste chiuse per l’abbondante fanghiglia fuoriuscita dai tombini. Tecnici comunali al lavoro per diversi sopralluoghi effettuati all’acquario comunale, praticamente distrutto. Per il resto da segnalare i disagi nella parte superiore della città. In particolare nel quartiere Panoramica dove è crollato un muro di 30 metri e sono state evacuate 7 famiglie. Ora resta da vedere se e quali provvedimenti saranno adottati dalla Procura di Catanzaro.
L’allerta meteo prosegue intanto anche oggi e le scuole rimarranno chiuse fino a domani. Probabilmente oggi salterà nuovamente il mercatino del venerdì per l’impraticabilità del piazzale Cimarosa.
Intanto si continua a spalare fango in città dopo il nubifragio di mercoledì scorso.
Una delle zone più colpite è via Pietro Nenni, adiacente la Capitaneria di porto. Una strada a senso unico completamente bloccata dal fango e con cantine, depositi e abitazioni allagate con oltre un metro e mezzo d’acqua entrato nei locali. Decine di famiglie genuflesse, costrette a buttar via mobili, arredi e oggetti ormai rovinati. Idrovore di ditte private al lavoro per tirare le centinaia di litri d’acqua presenti negli scantinati.
La signora Anna Maria Ceravolo, una delle proprietarie dei locali allagati, ha dichiarato alla "Gazzetta del Sud", tutto lo sdegno e l’amarezza per quanto accaduto e, nello stesso tempo, la rabbia per l’indifferenza dei soccorritori.
«È da mercoledì mattina che stiamo chiamando la Protezione civile, i vigili del fuoco e il Comune per chiedere aiuto. Da soli non riusciamo a ripulire tutto. È una tragedia, tanti danni, sotto il fango ci sono motocicli, apparecchiature radio, elettrodomestici. Di tutto. Una vita di sacrifici andata a monte. E nessuno ci aiuta. Nessuno ci dà ascolto. Siamo dovuti ricorrere a una ditta privata e pagare con i nostri soldi. Comprendiamo bene che ci sono altri casi più urgenti del nostro e, giustamente, hanno la priorità. Però è anche giusto che in uno stato di calamità naturale vengano inviate più forze in soccorso a chi come noi è in difficoltà. Dove sono i politici locali che abbiamo votato?»
dalla Gazzetta del sud del 25 novembre 2011

Commento (1)

leila26 novembre 2011 alle 10:18

cara signora Anna Maria, se ancora non lo sa qui non è Genova o qualsiasi altra località del nord, là i soccorsi sono stati immediati. Le auguro che possa riprendersi presto.

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