Operazioni di borsa coi fondi antiusura In 14 segnalati alla Corte dei Conti

Il denaro sarebbe finito anche in polizze assicurative
Sospetto danno erariale per oltre 1 milione di euro

 

Giuseppe Lo Re

catanzaro

Parte dei fondi autiusura sarebbe stato investito in borsa o, almeno in un caso, sarebbe confluita in una polizza presso una banca lussemburghese. Le presunte irregolarità, emerse anche da un’inchiesta penale, finiscono adesso all’attenzione della Procura regionale della Corte dei conti.

Nello specifico, 14 persone tra dirigenti, consiglieri e sindaci pro-tempore del consorzio Fidi Italia di Soverato sono state segnalate alla Magistratura contabile dai militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro: tutti sono accusati di un aver cagionato un danno erariale pari a 1 milione 274mila 811,55 euro derivante da asserite irregolarità nell’utilizzo dei fondi ministeriali antiusura. Si tratta, ovviamente, solo di accuse: gli interessati, una volta ricevuto l’invito a dedurre, avranno modo di difendersi in contraddittorio.

Il monitoraggio delle Fiamme Gialle riguarda l’attività del Consorzio Fidi Italia scrl di Soverato, presieduto dal medico Salvatore Froio, 57enne titolare di una casa di cura a Soverato. L’ipotesi di danno erariale scaturisce da una denuncia presentata alla stessa Procura regionale della Corte dei Conti dall’ispettore incaricato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’esecuzione di un’indagine presso il Confidi, allo scopo di accertare proprio la corretta gestione dei contributi antiusura. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle erano tesi dunque a individuare le ipotesi di danno erariale connesse alla consumazione dei reati ipotizzati in sede penale, che vanno dalla truffa al peculato.
Secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe verificato un indebito impiego di sovvenzioni statali destinate ad alimentare il fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura nel comprensorio soveratese, che sarebbero finite, invece, nel presunto calderone d’investimenti a elevato rischio finanziario, non in linea – secondo gli inquirenti – con i criteri di una prudente gestione. Secondo l’accusa dalle indagini sarebbe emerso che i dirigenti del Consorzio Fidi Italia, istituito allo scopo di gestire lo specifico fondo ministeriale per la concessione di aiuti economici alle imprese esposte al rischio usura, avrebbero, dal 1998 al 2003, impropriamente utilizzato le sovvenzioni statali, avendole distratte – per operazioni commerciali di investimento e sottoscrizione di titoli azionari ed obbligazionari, polizze di credito commerciale e assicurative – a proprio favore o a beneficio di persone o aziende a loro riconducibili. Secondo la GdF, con tali condotte rilevanti risorse statali sarebbero state sottratte a quelle imprese che, per fronteggiare il pressante fenomeno dell’usura, avrebbero potuto fruire dei sostegni economici statali.

 Al termine delle verifiche, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria contabile 14 presunti responsabili, tra dirigenti, consiglieri e sindaci pro-tempore del Consorzio Fidi Italia di Soverato. Nel mirino degli inquirenti sono finiti quattro diversi contributi: il primo, pari a 245mila 980 euro, risale al giugno del 1998; il secondo, di 362mila 754,16 euro è di dicembre del 1999; il terzo, che ammonta complessivamente a 272mila 818,36 euro, risale a dicembre del 2001; infine il quarto, pari a 84mila 866 euro, è del dicembre 2003. Secondo i militari coordinati dal colonnello Fabio Canziani, le condotte di Froio avrebbero portato «alla distrazione di tre dei quattro contributi statali ricevuti, destinandoli in minima parte a ditte terze, socie del consorzio e, per la maggior quota, ad imprese riconducibili a sé e alla propria famiglia o a consiglieri d’amministrazione del Consorzio». In particolare, gli accertamenti dei finanzieri si sono concretizzati nell’esame della documentazione corredata alla denuncia dell’ispettore ministeriale e nell’analisi degli esiti delle indagini penali, che costituiscono dunque gli elementi cardine della relazione adesso intoltrata alla Corte dei conti.


dalla Gazzetta del Sud del 21 aprile 2011

 

 

Commento (1)

admin21 aprile 2011 alle 12:35

I nomi contenuti nella segnalazione

FROIO Salvatore presidente Consiglio Amministrazione
FROIO Bruno direttore generale
PARISI Antonio Ezio consigliere
NITTI Francesco Saverio consigliere
SAMA Cristiano consigliere
GRENCI Nicola consigliere
TIRIOLO Alberto presidente del Collegio Sindacale
SCORRANO Maria Grazia sindaco supplente
TROPEA Francesco Antonio consigliere
LA CAVA Tommaso sindaco effettivo
ALTILIA Roberto Pio sindaco supplente

La posizione di altri tre segnalati é stata rimessa alla valutazione
del procuratore regionale della Corte dei Conti: per questo non ne
facciamo i nomi.

(gazzetta del Sud)

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