Nella rete idrica acqua di fiumara Depositata denuncia in Procura

Continua adesso sui muri lo scontro politico scaturito in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di Isca sullo ionio  guidata dal sindaco Carlo Pantusa di inserire nella rete idrica acqua proveniente da una fiumara montana, al fine di sopperire alla gravissima carenza idrica nel centro storico. Il consigliere di opposizione Marziale Battaglia ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica, ritenendo che sia stata «messa a repentaglio la salute dei cittadini, poiché l’acqua veniva prelevata da una “gebbia” a cielo aperto senza preventivo controllo». In attesa che si conosca l’esito delle analisi eseguite dall’Asl su richiesta dei carabinieri, il primo cittadino spiega che «ci siamo attivati da subito per tentare di risolvere la grave emergenza. Abbiamo sollecitato la Protezione civile, senza esito. Ci siamo rivolti alla Sorical, ma per motivi di carattere tecnico non ha potuto aiutarci. Così – evidenzia – dopo aver valutato diverse ipotesi, sollecitati dai cittadini esasperati, consapevolmente e responsabilmente abbiamo deciso di riportare l’acqua nelle loro case», emanando anche un’ordinanza di divieto dell’uso potabile. Di fronte alla denuncia, Pantusa mantiene la posizione e afferma che «siamo consapevoli del nostro ruolo e delle nostre responsabilità nei confronti della popolazione, e mai ci tireremo indietro pur di tutelarne gli interessi. Il gesto di Battaglia mi amareggia e va contro gli interessi della cittadinanza che ora, comunque, può trarre le opportune valutazioni da questa vicenda». Battaglia, dal canto suo, non si tira indietro e afferma che «pur consapevole che la denuncia avrebbe comportato la sospensione dell’erogazione di quell’acqua, l’ho fatta solamente a tutela della salute di tutti i cittadini». Sulla decisione di Pantusa di immetterla nella rete idrica, il consigliere di minoranza sostiene che «il sindaco non ha pensato ai rischi che avrebbero corso i propri cittadini e il divieto di utilizzarla a fini potabili mi fa chiedere quanti oggi utilizzino l’acqua di fiumara per farsi la doccia o lavarsi i denti.

Francesco Ranieri

dalla Gazzetta del Sud del 14 ottobre 2012

 

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