Nel 2013, rincari fino a 1.500 euro – Gli italiani rinunciano ai saldi

I consumatori lanciano l'allarme sugli aumenti per il prossimo anno. I rialzi maggiori si avranno per tassa rifiuti (+25%), biglietti dei treni, assicurazioni e alimentari. Solo il 40% delle famiglie farà acquisti durante il periodo di sconti

MILANO - Rincari senza fine che per il prossimo anno peseranno per quasi 1.500 euro a famiglia. Secondo le previsioni di Adusbef e Federconsumatori, nel 2013 tra alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell'Imu gli aumenti saranno "insostenibili", pari a 1.490 euro. Forse anche in previsione di questi nuovi esborsi, durante i saldi di inizio anno le famiglie italiane dimezzeranno il budget per gli acquisti. Per il Codacons, infatti, la spesa di ogni nucleo familiare scenderà a 224 euro. Anche se complessivamente supererà i 2,1 miliardi, solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto.

Consumi. Un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile dell'anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A salire saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più legati all'incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l'assicurazione auto (+5%, 61 euro in più), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche se in modo più contenuto rispetto al 2012, e dell'acqua, la cui tariffa sarà presto aggiornata dall'Autorità per l'energia. Piccolo rincaro infine (1,5 euro in più) anche per il canone

Rai, a cui si aggiungono però anche gli aumenti di bancoposta, francobolli e raccomandate.

"Pesanti ricadute su prezzi e tariffe deriveranno dall'Imu applicata sui settori produttivi a cui si aggiungerà – sostengono Adusbef e Federconsumatori – anche il malaugurato aumento dell'Iva da luglio. Il risultato quindi, anche per l'anno alle porte, sarà drammatico. La stangata prevista, infatti, sarà di +1.490 euro a famiglia". Si tratta, proseguono, di aumenti "insostenibili che determineranno nuove e pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie (già duramente provate) e sull'intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi".

Le parole d'ordine per risollevare le sorti dell'economia sono quindi, secondo le associazioni, "ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni, investimenti per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico e, soprattutto, per il lavoro che rimane il problema fondamentale del Paese. In assenza di un serio progetto che vada in questa direzione, la fuoriuscita dalla crisi si farà sempre più lontana ed improbabile", dichiarano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori Elio Lannutti e Rosario Trefiletti.

Saldi. Le famiglie italiane affronteranno i saldi con le "tasche vuote". Sulla scia dei consumi natalizi in brusca frenata, secondo il Codacons anche i saldi invernali faranno registrare una contrazione delle vendite. "Anche nel 2013 si confermerà il trend negativo degli acquisti in regime di saldi – spiega l'associazione – al punto che, rispetto ai saldi invernali del 2009, il budget che le famiglie dedicheranno allo shopping sarà addirittura dimezzato. Quattro anni fa, infatti, la spesa media delle famiglie durante i saldi era pari a 450 euro; per i prossimi saldi in partenza il 2 gennaio, invece, le famiglie spenderanno una media di 224 euro, con una contrazione del 50,2% in soli 4 anni".

Lo scorso anno – ricorda l'associazione dei Consumatori – le vendite hanno registrato un andamento particolarmente negativo, e in alcune città si è raggiunto un calo fino al -30%. "I prossimi saldi – stima il Codacons – non andranno meglio e la riduzione degli acquisti, considerati i numeri già disastrosi degli ultimi anni, si attesterà attorno al -15% su scala nazionale". Per il presidente dell'associazione Carlo Rienzi, "la scelta di far partire gli sconti subito dopo le feste di Natale e di Capodanno è un suicidio. Le tasche delle famiglie sono più che mai vuote, e gli acquisti di beni non indispensabili vengono rimandati a tempi migliori. Alla luce dell'ennesimo flop dei saldi, crediamo sia giunta finalmente l'ora di liberalizzare gli sconti e introdurre giornate di vendite promozionali straordinarie come avviene all'estero".

dalla REPUBBLICA.IT

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