Negli ospedali il ticket era un optional

CATANZARO La Finanza ipotizza un danno erariale di 3 milioni di euro e segnala 6 funzionari Asp alla Corte dei Conti

Nel mirino le prestazioni di pronto soccorso a Lamezia, Soverato e Soveria Mannelli

Per quattro anni non si sarebbero riscossi i ticket per le prestazioni sanitarie di pronto soccorso né sarebbero stati eseguiti i previsti controlli. I finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro sono convinti di aver individuato un vero e proprio “buco nero” nella gestione dell’Asp del capoluogo e, sulla base di una dettagliata relazione, hanno segnalato sei persone alla Procura regionale della Corte dei Conti. Si apre, dunque, un nuovo fronte sospetto nella sanità regionale, le cui spese sono finite più volte nel mirino della magistratura contabile. L’ultimo ipotetico danno erariale supera i 3 milioni di euro; i sei presunti responsabili, secondo le Fiamme Gialle, «non avrebbero effettuato alcun tipo di controllo – riferisce una nota della GdF – sul mancato pagamento, da parte dei cittadini fruitori, delle quote ticket spettanti per le prestazioni di pronto soccorso effettuate negli ospedali afferenti all’Azienda sanitaria». Nel dettaglio, si tratta delle strutture di Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli, dove la mancata riscossione si sarebbe trascinata dal 2008 al 2012. «Nel corso degli accertamenti – spiega ancora la Guardia di Finanza – i militari del Comando provinciale hanno acquisito ed esaminato la documentazione riguardante oltre 400mila accessi registrati ai servizi di pronto soccorso dei tre presìdi. Si è proceduto quindi all’“incrocio” del materiale con le varie banche dati in possesso al Corpo». E alla fine è venuto fuori che «per circa 90mila soggetti, pur non ravvisandosi a loro carico alcun caso di esenzione dal pagamento prevista dalla normativa vigente, non è stato incassato il relativo ticket ». Dal pagamento delle prestazioni di pronto soccorso, secondo la legge, sono esenti solo alcune precise categorie svantaggiate. Ma tra Lamezia, Soverato e Soveria Mannelli, secondo la Guardia di Finanza, la platea degli aventi diritto si sarebbe allargata a dismisura. I dati raccolti dalle Fiamme Gialle parlano chiaro: su 400mila accessi, in 90mila non hanno mai pagato, nè si sarebbe provveduto ad eseguire i dovuti controlli, almeno stando ai risultati dell'operazione che le Fiamme Gialle hanno battezzato “Free Pass”. Con l’inoltro della relazione alla Procura regionale, spetta adesso alla Corte dei Conti verificare se è il caso di procedere contro i sei manager segnalati; nel caso in cui la procuratrice Cristina Astraldi de Zorzi ritenesse sussistenti ipotesi di danno erariale, ai presunti responsabili verrebbe inviato il classico invito a dedurre che rappresenta il prima passaggio formale del procedimento contabile. Dall’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro non è giunta ancora alcuna presa di posizione ufficiale. Filtrano però elementi che potrebbe pesare a discolpa di eventuali futuri incolpati: nei mesi scorsi, almeno per quanto riguarda il pronto soccorso di Soverato, sono partite centinaia di diffide nei confronti di altrettanti utenti, invitati a liquidare immediatamente quanto dovuto per le prestazioni dalle quali non sono esenti. Chi effettivamente ha diritto a non pagare c’è rimasto un po’ male e ha dovuto regolarizzare la propria posizione inviando all’ufficio legale dell’Asp la documentazione che attesti l’esenzione, agli altri non resta che mettere mano al portafogli. Intanto le verifiche della Guardia di Finanza proseguono per accertare se analoghe presunte irregolarità si siano verificate in altri ospedali della provincia di Catanzaro ed in tutta la Calabria.
Giuseppe Lo Re
dalla Gazzetta del Sud del 04 novembre 2013

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