Ndrangheta: boss ucciso a colpi kalashnikov

Nel Catanzarese, un mese fa sfuggi’ a un altro agguato

(ANSA) – SOVERATO (CATANZARO), 22 APR – Un boss della ‘ndrangheta, Vittorio Sia, di 51 anni, e’ stato ucciso in un agguato a colpi di kalashnikov a Soverato.L’uomo, a bordo e uno scooter, e’ stato affiancato da un’auto dalla quale sono stati sparati colpi di kalashnikov e di fucile calibro 12.Sia era scampato ad un altro agguato un mese fa.Per quell’episodio sono state fermate 4 persone con l’accusa di tentato omicidio in concorso, aggravato dall’aver agito per agevolare un’associazione a delinquere mafiosa.

22 aprile, 10:28

 

Boss ucciso, indagini su legami con altri delitti

Si ipotizza guerra ‘ndrangheta per controllo territorio

(ANSA) – CATANZARO, 22 APR – Si intrecciano con le indagini su altri omicidi compiuti nel soveratese, quelle sull’uccisione del boss della ndrangheta Vittorio Sia.

Con l’omicidio di Vittorio Sia, ucciso a colpi di kalashnikov a Soverato, salgono infatti a quattro gli omicidi compiuti nella zona in due mesi. Per gli inquirenti, le cosche della ‘ndrangheta proiettano i loro interessi anche sulle localita’ delle province vicine. Un intreccio che potrebbe avere scatenato una guerra per il controllo del territorio. E’ per questo che le indagini sull’omicidio di Sia si stanno intrecciando con quelle di Vallelonga, ucciso ieri in un agguato nel Reggino.

Vallelonga era considerato dagli investigatori vicino alla criminalita’ organizzata della vallata dello Stilaro, controllata dalla cosca Ruga-Metastasio. L’uomo era cugino di Domenico Vallelunga, 52 anni, ritenuto il boss dell’omonima cosca di Serra San Bruno (Vibo Valentia), ucciso il 27 settembre 2009 davanti al Santuario dei Santi medici Cosmo e Damiano, a Riace, sempre nel reggino. Ma ci sono altri due delitti sui quali gli investigatori stanno concentrando la loro attenzione per verificare se possano essere collegati a quello di Sia. L’11 marzo, a Guardavalle, nel catanzarese, ad una trentina di chilometri da Soverato, e’ stato ucciso in un agguato Domenico Chiefari, un boscaiolo di 67 anni. L’uomo per gli investigatori era vicino ad ambienti criminali della zona dove opera la cosca Novella-Gallace, attiva nel soveratese e con ramificazioni anche sul litorale laziale. Cinque giorni dopo l’omicidio di Chiefari, il 16 marzo, a Isca sullo Ionio, sempre nel soveratese, e’ stato assassinato a colpi di arma da fuoco Francesco Muccari, 35 anni

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