Materiali risalenti all’età medievale e classica rinvenuti in località S. Antonino

Davoli La scoperta è stata effettuata dal gruppo "Paolo Orsi"

Materiali risalenti all’età medievale e classica rinvenuti  in località S. Antonino
Sono stati rimossi gli strati dell’antico tracciato

 

Cesare Barone
SOVERATO
È stata individuata un’area di interesse archeologico in località "Sant’Antonino" del comune di Davoli. La scoperta è stata fatta dal gruppo archeologico "Paolo Orsi" di Soverato, nei giorni scorsi.
Sono stati rinvenuti materiali risalenti all’età medievale e classica, che sono stati classificati dalla Soprintendenza ai beni culturali, di interesse archeologico. La responsabile del gruppo Angela Maida spiega nei dettagli il tipo di materiale ritrovato e da dove è nata la curiosità di approfondire le indagini di località "Sant’Antonino".
«Il tutto nasce circa un paio di mesi addietro, quando nella zona furono ritrovati dei frammenti di ossidiana, che facevano presagire la presenza di altri oggetti – ha spiegato la responsabile del gruppo archeologico – abbiamo deciso di effettuare una ricognizione vera e propria, durante la quale abbiamo ritrovato dei reperti di vasellame povero da fuoco, contenitori comuni, calcina e pietre con inzeppature di laterizi. Le pietre, farebbero pensare che nel sito ci possa essere stato un edificio o una torre greca. Nell’area interessata – prosegue Angela Maida – c’erano dei manufatti in lastre di granito che probabilmente, sono riconducibili al pavimento di una piccola chiesa Basiliana. Tutto il materiale ritrovato, è stato consegnato al funzionario di zona della soprintendenza ai beni culturali, Maria Teresa Iannelli, la quale sta effettuando indagini più approfondite per capire se è il caso di sottoporre a vincolo la zona interessata».
Fino a qui, tutto normale, anzi. A un certo punto la scoperta si tinge di giallo, in quanto da come è stato riferito dalla responsabile del gruppo archeologico, l’area di "Sant’Antonino, sarebbe stata oggetto di uno spiacevole inconveniente. «Una ruspa dell’Amministrazione comunale di Davoli – ha affermato la responsabile del gruppo archeologico – ha praticamente quasi raso al suolo tutto ciò che era presente di interesse archeologico. Sono stati rimossi gli strati di un antico tracciato costeggiato da muri in pietra. È stata praticamente deturpata quasi tutta l’area, senza capirne la motivazione. Ora la domanda nasce spontanea: tutto ciò fa parte di un disegno preordinato dell’amministrazione comunale oppure si tratta dell’ignoranza del ruspista? Sulla vicenda, in ogni caso, stanno indagando i carabinieri della stazione di Davoli insieme alla soprintendenza ai beni archeologici per capire i motivi di tale comportamento. Rimaniamo, comunque, esterrefatti e chiediamo più attenzione per le aree di interesse archeologico alle amministrazioni comunali».

La zona di Sant’Antonino si trova a circa mille metri sul livello del mare dove si può apprezzare uno splendido panorama. Grazie al gruppo archeologico "Paolo Orsi" si poteva creare qualcosa di interessante in termini di turismo archeologico e ambientale, ma a quanto pare, ciò non sarà possibile visto che tutto il materiale è stato raso al suolo. Spetterà alla soprintendenza stabilire se è il caso di sottoporre la zona a vincolo archeologico in modo che si potranno effettuare ulteriori e più approfondite indagini per aprire un vero e proprio campo di scavi.

dalla Gazzetta del sud del 24 giugno 2009

Commenti (4)

saverio24 giugno 2009 alle 10:04

bahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!! c’è poco, poco è rimasto della nostra storia, e quel poco viene bellamente distrutto, chissà per quale motivo…non importa, presto riempiremo quei buchi come han fatto nel napoletano, sotterrando materiale pericoloso…

Giuseppe24 giugno 2009 alle 11:05

i nostri amministratori si dovrebbero vergognare anche di farsi vedere per strada…

pheo24 giugno 2009 alle 15:57

ma si a roma hanno sotterrato di tutto per costruire la metropolitana… pensiamo al futuro

oretta25 giugno 2009 alle 08:52

ma che stai dicendo?
roma non sarebbe quello che oggi è se i comportamenti sarebbero stati quelli che tu dici

lo sai che la costruzione della metro B quella che da rebibbia porta a termini, poi fino ad euro laurentino ha richiesto rinvii di anni con grave disagio che i romani hanno accettato volentieri per il bene della città ?
tali rinvii sono dovuti a ritrovamenti di reperti archeologici e alla tutela degli stessi

lo stesso sta avvenendo per la prima tranche della linea C

a roma caro amico si pensa all’arte, alla cultura a preservare la nostra sotria cosa che
in calabria purtroppo non avviene come si vede

il patrimonio culturale artistico una volta perduto, è perduto per sempre

e questo non dipende solo da chi amministra, ma anche da chi non denuncia e ” pensa al futuro”

ma quale futuro mi chiedo io

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