Lutto per il boss, cartellino rosso del questore

San Luca Il provvedimento notificato ieri dagli agenti del commissariato di Bovalino. Sulle responsabilità della squadra indaga anche la Procura federale

Lutto per il boss, cartellino rosso del questore
Daspo di un anno per il vicepresidente Trimboli. Casabona: «Una violenza morale d’impatto dirompente»

 

Antonello Lupis
ROCCELLA
Un anno intero di divieto d’accesso agli stadi e a tutte le manifestazioni sportive. Questa, per il momento, la sanzione, nota come "daspo", inflitta ieri, con apposita ordinanza, dal questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, al vicepresidente della squadra di calcio del San Luca, Giuseppe Trimboli.
Il drastico provvedimento disciplinare e sportivo, notificato ieri dagli agenti del commissariato della Polizia di Stato di Bovalino diretto dal dott. Luciano Rindone, trae origine da quanto si è verificato domenica scorsa a San Luca in occasione dell’incontro di calcio di Prima categoria che, appunto, aveva visto la compagine aspromontana opporsi, in un derby di zona, alla formazione del Bianco. In occasione del match, infatti, i giocatori del San Luca hanno applicato al braccio un fiocco nero in segno di lutto a seguito della morte, per cause naturali, del boss della ‘ndrangheta e capo dell’omonimo clan Antonio Pelle, alias " Gambazza", avvenuta il 4 novembre scorso e i cui funerali, su disposizione delle stesso questore reggino, erano stati celebrati poco dopo l’alba di giovedì 5 in forma strettamente privata e direttamente all’interno del cimitero di San Luca.
Per il questore reggino e gli investigatori della Polizia di Stato di Bovalino (sulla vicenda, comunque, stanno svolgendo indagini anche i carabinieri della compagnia di Bianco) che hanno svolto le indagini, quindi, «la forma di commemorazione del defunto Pelle, peraltro avvenuta senza autorizzazione della Lega calcio di Catanzaro, ha concretizzato una violenza morale d’impatto dirompente, che ha annullato i valori nobili delle competizioni sportive».
Il provvedimento di divieto di un anno di recarsi negli stadi o di prendere parte a qualsiasi manifestazione sportiva, emesso dal questore reggino, Casabona, è stato emesso a carico quindi dell’unico responsabile della società calcistica del San Luca presente domenica scorsa all’incontro, il vicepresidente Giuseppe Trimboli, che – secondo gli investigatori della Polizia di Stato – ha consentito ai suoi giocatori «di infiocchettarsi il braccio con un nastro nero in segno di lutto per la morte di Antonio Pelle "Gambazza"». Il presidente della società calcistica aspromontana è il parroco di San Luca, don Pino Strangio.
Agli investigatori della Polizia, lo stesso vicepresidente Trimboli avrebbe riferito che «dell’iniziativa dei giocatori, fatta, tra l’altro, poco prima dell’inizio dell’incontro, la società non era a conoscenza tant’è che nessuna richiesta in tal senso era stata avanzata nei giorni precedenti agli organi federali competenti. Quanto fatto dai calciatori, in ogni caso, era rivolto ad alcuni compagni di squadra e non certo al defunto».
Sull’accaduto, comunque, anche la Lega calabrese ha aperto un’indagine ora al vaglio della Procura federale. In caso di accertate responsabilità non sono quindi esclusi altri provvedimenti disciplinari e sportivi a carico della società sanluchese.
Al vaglio della Procura federale, inoltre, c’è pure la posizione dell’arbitro dell’incontro, il quale avrebbe consentito ai giocatori, in assenza di specifiche richieste o autorizzazioni, di giocare l’intero incontro con il lutto al braccio.
Rammaricato per il gesto don Pino Strangio, parroco del paese preaspromontano e presidente della società di calcio. «Non ne sapevo niente – ha detto don Strangio – ed ovviamente se l’avessi saputo sarei intervenuto per impedirlo».
«Sono presidente della squadra dal 2004 – ha aggiunto il parroco – quando convinsi alcuni amici ad acquistare il titolo sportivo del San Luca, che era stato messo in vendita, per dare ai giovani una possibilità di aggregazione. Il gesto di alcuni dei ragazzi non ha nulla a che vedere con le intenzioni mie o della società. Adesso sto cercando di capire bene come sono andate le cose per dare anche un input educativo a quei giovani che hanno fatto un gesto senza neanche rendersi conto delle conseguenze».

 

In sintesi
Il lutto. Domenica scorsa a San Luca, in occasione dell’incontro di calcio di Prima categoria contro il Bianco, i ragazzi del San Luca sono scesi in campo con il lutto al braccio in onore del boss Antonio Pelle "Gambazza" morto per cause naturali lo scorso 4 novembre.
Il daspo. Ieri il questore Casabona ha emesso un daspo di un anno nei confronti del vicepresidente del San Luca Giuseppe Trimboli, il quale era l’unico dirigente presente all’incontro.

Il rammarico. «Non ne sapevo niente – ha detto don Strangio – ed ovviamente se l’avessi saputo sarei intervenuto per impedirlo. Sono presidente della squadra dal 2004 quando convinsi alcuni amici ad acquistare il titolo sportivo del San Luca, che era stato messo in vendita, per dare ai giovani una possibilità di aggregazione».

dalla Gazzetta del Sud del 12 Novembre 2009

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