Locride, vescovo e sindaci sui binari: «Non emarginateci»

Stefania Parrone
ROCCELLA
Contro i tentativi di disarticolare e rendere ancora più frammentario il territorio della Locride, impoverendolo nei servizi di collegamento ferroviario sulla tratta jonica e rendendo sterile e senza orizzonti, di riflesso, ogni opportunità di sviluppo turistico ed economico, tutti i sindaci della zona (da Palizzi a Monasterace) hanno opposto un fronte compatto. E si sono uniti, nella tarda mattinata di ieri, in una simbolica catena umana, occupando a semicerchio i binari della stazione di Roccella Jonica per oltre un’ora, e percorrendo poi tutti insieme un tratto di cinquanta metri, sempre lungo le rotaie, fino alla piazza principale della cittadina. Una protesta civile e democratica (non c’è stato alcun blocco del servizio pubblico), seguita a una fruttuosa serie di incontri che ha visto impegnati nei giorni precedenti, il Comitato dei sindaci della Locride diretto da Salvatore Galluzzo e l’Assemblea dei comuni guidata da Pietro Crinò per definire le strategie da intraprendere contro i tagli di Trenitalia nei collegamenti a lunga percorrenza lungo la tratta ionica.
«Una protesta legittima – l’ha definita il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giuseppe Fiorini Morosini che ha portato il suo sostegno alla mobilitazione. «Se i servizi che devono reggere la possibilità di sviluppo vengono meno, i cittadini si sentono defraudati e si arriva alla protesta, che è legittima, affinché la Locride sia servita meglio non solo in riferimento alla viabilità, ma anche a tanti altri servizi nei quali risulta essere sempre più una zona emarginata nel contesto di una regione già a sua volta emarginata», ha rimarcato con toni perentori il vescovo Fiorini Morosini.
A sostenere la mobilitazione di ieri sono scesi "sui binari" accanto ai sindaci, parlamentari (Angela Napoli e Mario Tassone), consiglieri regionali (Luigi Fedele e Candeloro Imbalzano), esponenti politici, sindacati di categoria, rappresentanti del variegato mondo dell’associazionismo, coordinatori di consorzi turistici e di comitati impegnati nella difesa e nella sicurezza della viabilità sia ferroviaria sia stradale, numerosi cittadini e studenti. E c’era anche una delegazione di dipendenti delle "Ferrovie della Calabria" che ha richiamato l’attenzione dell’Associazione dei Comuni su una vertenza che li vede a rischio tagli.
«La soppressione dei collegamenti a lunga percorrenza sulla linea jonica, contro la quale oggi abbiamo deciso di protestare in maniera civile e democratica – ha dichiarato il sindaco di Roccella, Giuseppe Certomà – al di là degli innumerevoli disagi che crea agli utenti, mette in ginocchio la vocazione turistica di questo territorio e tende ad avvalorare la teoria che il Sud è una palla al piede e deve essere tagliato dal Paese. Non possiamo accettare che si mettano in discussione i diritti costituzionali dei cittadini della Locride, che sono cittadini italiani a pieno titolo».
«I cittadini del nostro comprensorio hanno diritto ad ottenere un servizio ferroviario di qualità sia nei collegamenti locali sia in quelli extraregionali e noi saremo vigili e determinati», ha incalzato il presidente dell’Assemblea dei Comuni, Pietro Crinò, che si è mostrato fiducioso di riuscire ad ottenere delle prime risposte su questo problema e in merito ad altre criticità del territorio, sottoposti di recente al tavolo di trattativa avviato con il governatore Scopelliti e con la Giunta regionale. Crinò ha reso noto che lo stesso governatore lo ha contattato telefonicamente durante la manifestazione per sapere come si stava svolgendo e per assicurare ancora una volta il suo impegno.

«Oggi su questi binari abbandonati è partito un movimento unitario, composto, non eversivo ma con una grande voglia di cambiare le cose», hanno annunciato, leggendo un documento comune, i sindaci della Locride al termine del corteo lungo i binari che ha concluso la manifestazione.

dalla Gazzetta del Sud del 12 dicembre 2010

Commenti (3)

Gregorino cav. Capano12 dicembre 2010 alle 09:44

Bravi, bisogna muoverci in questa direzione, altrimenti la nostra costa jonica diventa ancora più povera come quella del terzo mondo.

Antonio Roiroti12 dicembre 2010 alle 12:34

Perché solo i Sindaci “da Palizzi a Monasterace”? Gli altri Comuni, da Monasterace a Lamezia, sono messi meglio? Lo scrivente, a nome proprio e dei Soci dell’Associazione Culturale Sansostenesi e Simpatizzanti, plaude all’iniziativa e si rende disponibile (nel limite delle proprie possibilità) a partecipare a tutte le iniziative che gli organizzatori della suddetta manifestazione intendessero portare avanti! Grazie!!!

sergio13 dicembre 2010 alle 14:28

era ora che qualcuno si svegliasse, ma non mollate bisogna continuare altrimenti è tutto inutile Grazie

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