Lo precisa il sindaco Luigi Aloisio che ne rivendica la “paternità”

Lo precisa il sindaco Luigi Aloisio che ne rivendica la "paternità"

Le uova schiuse a Sant’Andrea sono state deposte a S. Sostene

 

Francesco Ranieri
San Sostene
Il suo non è certo un brusco «giù le mani da quelle uova» ma solo un più accomodante mettere i puntini sulle «i».
Il sindaco di San Sostene, Luigi Alosio, è però assolutamente fermo e deciso nel rivendicare la paternità logistica delle uova di tartaruga nate pochi giorni fa sul litorale di S. Andrea Jonio. Per il primo cittadino del comune ionico è una questione di chiarezza e, soprattutto, di correttezza: "La recente maxi-schiusa (il 90% delle circa 150 deposte) di uova di "caretta caretta" avvenuta sulla spiaggia di S. Andrea è il frutto della deposizione avvenuta a San Sostene lo scorso 14 giugno.
Nessuno, a quanto pare, ha finora ritenuto opportuno ricordare questo che, invece, è un importante particolare. Si dice, così, senz’altro contento per il rilievo dell’evento e per la sua grande valenza naturalistica ma la soddisfazione rimane smorzata da questa omissione del ruolo (invece fondamentale) della spiaggia di San Sostene. «È proprio a San Sostene che la tartaruga madre ha scelto di deporre le proprie uova, non altrove – spiega il sindaco – il trasferimento è avvenuto solo per ragioni di sicurezza, trovandosi le uova deposte in una zona piuttosto frequentata da bagnanti, con il lungomare alle spalle e, dunque, in un sito di difficile gestione. Per questo, di concerto con il prof. Antonio Mingozzi (docente di zoologia dell’Università della Calabria) abbiamo deciso lo spostamento in una spiaggia più tranquilla da questo punto di vista e la scelta è ricaduta su quella di S. Andrea». Nelle settimane scorse, il sito andreolese di località "Pirarella", dove le uova, con ogni cautela, erano state trasportate, era stato tenuto segreto «per tutelarne l’integrità contro eventuali atti di vandalismo ambientale» spiega ancora Aloisio.

L’area in cui le uova sono state ri-insabbiate è stata poi recintata e tappezzata di pannelli informativi sul "Tarta Care Calabria", il progetto di ricerca dell’Unical sostenuto dal Ministero dell’ambiente in collaborazione con Wwf Italia e Legambiente Calabria. E nei giorni della schiusa, si è registrato un buon flusso di visite da parte di molte persone incuriosite dall’evento, con la presenza costante di ricercatori universitari e di volontari. Dunque, quanto avvenuto può definirsi un "beau geste" da parte della comunità sansostenese. «Siamo stati entusiasti di cooperare ad un evento così importante – evidenzia infatti Aloisio – ma non abbiamo dato la nostra disponibilità per poi scomparire da questa bella storia. Scriverò una lettera al ministero dell’Ambiente per chiarire l’intera situazione, come suggeritomi anche dal Centro di recupero tartarughe di Brancaleone, che mi ha contattato per chiedere informazioni sulla schiusa delle uova». Aloisio considera questo passo dirimente per l’intera vicenda e nell’analizzarla sottolinea che la comunicazione al Ministero «è necessaria per fini che sono puramente scientifici. Dovrà essere eseguita una registrazione statistica della schiusa e sarà essenziale fissare come punto fermo che la spiaggia della deposizione originaria è stata quella di San Sostene».

dalla gazzetta del sud del 30 agosto 2008

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