L’ecosistema della baia di Soverato accessibile a tutti i visitatori

Maria Anita Chiefari
Soverato
"Scopri che cosa c’è nel nostro mare", questo il motto dell’inaugurazione dell’acquario di Soverato che si terrà domenica 1. agosto alle 18 alla presenza di nomi eccellenti provenienti dal campo politico, scientifico e dallo spettacolo. La comunità soveratese e l’intero comprensorio disporrà di un’opera di valenza regionale che potrà incoraggiare il turismo scolastico e quello scientifico.
«Lo scopo dell’acquario di Soverato – si legge nell’invito della cerimonia inaugurale- è quello di far conoscere a tutti il mondo subacqueo del nostro mare. Così 50.000 litri di acqua marina, direttamente prelevata dallo specchio d’acqua di Soverato mostrano anemoni, posidonie, patate di mare, spirografi, polipi, cernie, cavallucci marini, orate, pesci balestra, cefali, pesci corvo, triglie, saraghi, murene, gronghi e quant’altro è presente nel nostro mare. L’acquario non contiene né vuole contenere pesci marini tropicali, che attraggono i visitatori di altri acquari marini italiani per i loro colori spettacolari, ma mira a mostrare esclusivamente l’habitat mediterraneo. È un vero percorso didattico che servirà non solo a conoscere il mare, ma a farlo rispettare da qualunque forma di inquinamento».
Nello scorso marzo erano stati ultimati e consegnati i lavori dell’acquario comunale di Soverato purtroppo l’apertura al pubblico avviene solo ora in quanto le vasche hanno ultimato il ciclo di maturazione dell’acqua, condizione necessaria per la creazione dell’habitat più idoneo alla vita delle varie specie di pesci che riempiranno e daranno vita alle vasche.
«La presenza copiosa dell’ippocampo nella baia di Soverato – ha così spiegato il Sindaco Mancini – recentemente decretata "Parco marino", rappresenta un valido indicatore delle buone qualità delle acqua che l’acquario vuole comunque monitorare. La struttura si è, pertanto, dotata di un laboratorio per l’analisi delle acque marine e ha stipulato una convenzione con il Dipartimento di Chimica dell’Università "Magna Græcia" di Catanzaro. L’implementazione di questo ultimo presidio – ha così continuato Mancini – potrà in futuro, se la Regione Calabria condividerà il progetto, rappresentare un punto di salvaguardia scientifico per il monitoraggio della presenza nelle acque di metalli pesanti e sostanze radioattive. Saremo in grado così di prevenire e di contrastare scientificamente nel futuro qualunque illazione e affermazione spropositata sull’inquinamento marino di tipo inorganico».

In questi passaggi il sindaco Mancini fa riferimento a dei fatti molto gravi che hanno compromesso lo stato di salute del mare calabrese. In questo momento inaugurale è giusto fare anche un po’ di conti sulle spese sostenute per la realizzazione di questa futuristica struttura. La realizzazione dell’acquario ha comportato l’impegno di circa tre milioni e mezzo di euro in cinque anni di lavoro. Il Comune di Soverato ha ricevuto circa due milioni e quattrocentomila euro, lasciati ad hoc nel bilancio regionale, dal presidente on. prof. Pino Nisticò (che parteciperà anche alla cerimonia) e trecentomila euro trasferiti al Comune nell’anno 2005 dall’on. Michele Traversa, allora presidente della Provincia di Catanzaro. I restanti ottocentomila euro sono stati erogati direttamente dall’Amministrazione comunale

dalla Gazzetta del Sud del 25 Luglio 2010

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