Le mani delle Ndrine sull’Eolico

La guerra di mafia tra clan rivali, vecchi e nuovi, che si è scatenata da oltre due anni nel Basso Jonio Soveratese, che conta già venti morti ammazzati ma che interessa anche il territorio confinante della Vallata dello Stilaro nel Reggino e delle Serre Vibonesi, secondo gi inquirenti è solo all’inizio. Lo aveva detto qualche tempo fa il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso di una conferenza stampa sull’operazione “Sicurezza” lo ha confermata lo stesso procuratore capo della Dda di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo di recente. Ma ha aggiunto che questa è più di una “faida dei boschi” perchè gli interessi in gioco sono alti e altri. Non solo più appalti di legname, ma ora ci sono in gioco i terreni su cui devono sorgere i parchi eolici. E sono questi gli appalti che ora fanno gola alle ‘ndrine. E poi ci sono gli appalti per la Trasversale delle Serre iniziata quarant’anni fa e non ancora terminata. L’appalto per la nuova statale 106, ilbusiness della droga che non è un semplice spaccio di spinello o hashish ma si parla di narcotrafficanti e di traffico di armi per come emerso dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Soverato che grazie alle intercettazioni ambientali hanno svelato i rapporti pericolosi del presunto boss di Soverato, Vittorio Sia, diventato una potenza e ucciso il 22 aprile di quest’anno sul corso nel centro storico e che aveva rapporti con il narcotrafficante libanese Khaled Bayan, ora in carcere. Sia che era ambasciatore del clan dei Costa con la Sacra Corona unita in Puglia e con le ‘ndrine calabresi in Lombardia. E dal momento che anche il figlio del presunto boss, Alberto Sia è in carcere, così come anche il presunto braccio destro, Maurizio Tripodi, cugino di Damiano Vallelunga, presunto boss dei “Viperari” ucciso lo scorso anno, tanti nuovi presunti capo clan affiorano in questo panorama criminale in cui gli equilibri ormai sono spezzati. E alla luce dell’ultimo delitto sulla spiaggia di Soverato, in pieno giorno e sotto gli occhi di centinaia di testimoni probabilmente c’è da pensare che ormai queste nuove ‘ndrine non hanno più alcuna regola e nessun codice d’onore se non quello di fare soldi a tutti i costi.

a. f.
da il quotidiano della Calabria del 27 agosto 2010

 

Link per leggere l’articolo di Gratteri ( di Maggio 2010)

Commenti (5)

admin28 agosto 2010 alle 17:35

Illustri personaggi rappresentanti della “Giustizia”, hanno più volte sottolineato e predetto ciò che in realtà stà ora accadendo nel comprensorio del Soveratese .
Qualcuno aveva detto che la mattanza era solo all’inizio.
Più volte si parla di Business Eolico come causa della rottura dei legami fra le ‘ndrine, eppure i quotidiani locali ancora parlano di Faida dei Boschi , quando il nome più appropriato sarebbe “Faida dell’Eolico “.
Ma quanto rende l’Eolico ? Quali sono le installazioni Eoliche a cui si riferisce Gratteri e situate nel territorio che va da Guardavalle e Soverato ?

[...] Fonte: Versante Jonico News [...]

Maurizio31 agosto 2010 alle 11:09

Quando cercheranno seriamente sull’eolico di Girifalco, dove comanda la ndrina di Vallefiorita che ha avuto già tre capi morti ammazzati negli ultimi due anni, salteranno fuori anche i legami sporchi con la politica alta, deputati e senatori, e con alcuni corrotti della procura di Catanzaro. Cose che tutti sapevano almeno da 5 anni.

admin31 agosto 2010 alle 12:34

Come si chiama la società che ha proposto il progetto dell’Eolico a Girifalco ?
Non mi stupirei se sono collegate le une con le altre.

Maurizio31 agosto 2010 alle 17:57

La Brulli, un certo Montorsi, pare ora sia latitante, lo “sviluppatore”, la International Power è la società utilizzatrice finale. Bombe ed incendi ai danni di chi denunciava carte alla mano che le mappe erano false per far apparire le distanze. I PM coinvolti pare siano alcuni già noti per il caso de Magistris. Ci sono anche altre procure che indagano su Girifalco e sui PM. Dalle ndrine alla Procura: che bell’accozzaglia!

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