Lascia il rubinetto aperto per giorni I vigili lo chiudono e lui chiede i danni

«Repetita iuvant» , non riferito alle parole ma, in questo caso, al modo di protestare.
Avrà probabilmente pensato questo un piccolo imprenditore davolese che ieri si è recato al Comune di Davoli riuscendo a farsi ricevere dal sindaco Antonio Corasaniti. Una volta davanti al primo cittadino l’impenditore ha protestato per la morte del proprio cavallo causata, a suo dire, da alcuni dipendenti comunali. Da qui la richiesta di un risarcimento danni all’amministrazione comunale.
Il tutto, come poi ricostruito, è cominciato due giorni addietro quando l’equipaggio di una pattuglia della polizia municipale di Davoli, con a capo il comandante Vittorio Pittelli , durante una serie di controlli sul territorio ha notato in un terreno di Davoli superiore un rubinetto dell’acqua potabile aperto. Rubinetto che, visto il copioso quantitativo di acqua presente sul terreno, era già presumibilmente rimasto aperto da giorni con evidente spreco. In quell’occasione, durante il sopralluogo della polizia municipale sul posto è giunto un signore, forse proprietario del terreno, al quale i vigili hanno intimato la chiusura del rubinetto al fine di evitare l’inutile spreco di acqua. Acqua che però, secondo quanto ora sostiene l’imprenditore, serviva a dissetare un cavallo che pascolava nei dintorni. Il cavallo, di proprietà dell’uomo, lasciato così al proprio destino sarebbe morto di sete. Da qui, dunque, la richiesta di risarcimento per l’accaduto.
Il sindaco, colonnello dei carabinieri , oggi in pensione, ascoltato l’uomo ieri lo ha invitato a sporgere regolare denuncia qualora avesse ravvisato comportamenti illeciti da parte di qualcuno.
L’imprenditore risulta essere non nuovo a questo genere di proteste, anche se fatte in modo più eclatante. Nei giorni scorsi, infatti, in quanto creditore nei confronti del Comune di circa 7.300 euro, si era presentato davanti la sede comunale a bordo di un quod con in sella i due piccoli figli. Motocicletta parcheggiata in modo da non consentire ad alcuno l’entrata e l’uscita dal Comune. In quell’occasione solo l’intervento solerte del sindaco aveva fatto desistere l’uomo dal proseguire questo genere di protesta. Corasaniti aveva anche provveduto a dare mandato all’ufficio tecnico per provvedere alla liquidazione del credito vantato dallo stesso per dei lavori effettuati nel 2009 ed ordinati dalla precedente amministrazione annoverati come debiti fuori bilancio. Ma la "bravata" era costata all’imprenditore una denuncia, da parte del sindaco Corasaniti, per sequestro multiplo di persona e interruzione di pubblico servizio. Il tutto senza contare, ora, gli sviluppi di quest’altro avvenimento, sperando che il "repetita" non serva a collezionare altre denunce.(m.a.)
dalla Gazzetta del Sud del 30 agosto 2011

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