Lamezia, attentato Progetto Sud di don Panizza: Le reazioni

Lamezia Terme, 26 dicembre –  "Ci è sembrato un messaggio molto chiaro, ma noi continuiamo nel nostro lavoro e proseguiremo nelle attività di accoglienza". Così don Giacomo Panizza dopo l’attentato contro la Progetto Sud da lui gestita e che, dal 31 agosto scorso, ospita il centro "Luna Rossa" per minori disagiati. Oltre alle poche parole di commento all’accaduto espresse da Don Giacomo è ora un susseguirsi di commenti e reazioni che vi riportiamo qui di seguito.

Don Ciotti (Libera): Toccare quella Comunità e quel bene confiscato è come toccare tutti noi

Don Luigi Ciotti (Libera, ‘Esprimiamo profonda vicinanza, condivisione e corresponsabilità. Toccare quella realtà, quella comunità, quel bene confiscato, significa toccare tutti noi. A nome delle oltre 1.600 associazioni della rete di Libera  esprimiamo la nostra vicinanza e richiamiamo alla corresponsabilità di tutti davanti all’intimidazione compiuta a Lamezia Terme".

Masciari: Questo attentato la notte di Natale offende la Calabria onesta e l’Italia intera

Pino Masciari, testimone di giustizia ed imprenditore: "La prepotenza mafiosa non ha più limiti: l’attentato nella notte di Natale contro il centro minori, gestito da Progetto Sud di don Giacomo Panizza, offende la Calabria onesta e l’ Italia intera. Salutare con la violenza la nascita di Cristo  è un atto di barbarie che non può essere ignorato e tollerato. Sporcare con il tritolo delle bombe il giorno simbolo della Cristianità, colpendo una struttura sociale che si batte con coraggio per la giustizia e la legalità, è un’azione che dice esplicitamente alla Calabria e al Paese: l’unica legge è quella mafiosa, non c’é comandamento biblico che tenga. C’é bisogno di sostenere uomini come don Giacomo, a cui va il mio affetto e la mia solidarietà. C’é bisogno del coraggio della denuncia: in caso contrario resteremo prigionieri della paura, del silenzio e della rassegnazione. Condannati a vivere con amarezza, ogni giorno della nostra esperienza quotidiana: anche il Santo Natale".

Sindaco Lamezia: Cittadini devono reagire e collaborare

“Questa situazione che c’è a Lamezia e a Capizzaglie in particolare, dove avvengono attentati e bombe persino il giorno i Natale e alla luce di quello che già c’è stato: sparatorie, attentati in pieno centro ad esercizi commerciali, ci preoccupa molto. Da una parte chiediamo un’attenzione massima e dall’altra chiediamo ai cittadini di reagire e collaborare, altrimenti, in futuro, potrebbero rischiare di essere direttamente coinvolti”.

Scopelliti: Atto vile

Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti: ”A don Giacomo Panizza va tutta la mia solidarietà per il vile attentato al centro per minori di Lamezia Terme. Questi atti intimidatori  non influenzeranno minimamente l’opera della sua comunità che svolge un lavoro fondamentale sul territorio nell’educazione dei giovani contro la ‘ndrangheta”.

Talarico: Alzare livello vigilanza su fenomeno mafioso

Il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico: “Solidarietà per chi ha il coraggio cristiano di aiutare gli altri a costruirsi un futuro  e preoccupazione  per le modalità di un attentato  che richiede di alzare ancora di più il livello di vigilanza e di attenzione nei confronti  del fenomeno  mafioso. Questo atto di violenza contro chi caratterizza la propria azione nella passione nell’aiutare i più deboli e in difficoltà, senza distinzione  di cultura e di religione, richiede, come risposta, ogni sforzo possibile per isolare e sconfiggere il germe mafioso che contamina la nostra regione. Alla Comunità Progetto Sud, con la nostra solidarietà, esprimiamo vicinanza per l’intimidazione subita, nella certezza che l’azione di carità e di soccorso sociale che da anni garantisce, non sarà scalfita da un’ esecrabile manifestazione di violenza”.

Grandinetti (Fli): Gesto contro tutti quelli che quotidianamente combattono la criminalità

Francesco Grandinetti, vicecoordinatore regionale Futuro e Libertà: “L’ordigno fatto esplodere ai danni di don Giacomo Panizza e della sua Comunità Progetto Sud non può essere considerato un gesto contro una piccola comunità sociale, ma un attentato contro tutti quelli che combattono ogni giorno contro la criminalità organizzata. Don Giacomo Panizza ha avuto il coraggio civile di aprire il proprio centro di solidarietà in un bene confiscato per reati mafiosi e qualsiasi intimidazione non contrastata efficacemente indurrebbe tutti a desistere ad usare un bene confiscato. La cittadinanza tutta deve reagire con forza e determinazione. Noi di FLI siamo disponibili a incoraggiare forme di solidarietà da subito senza indugio e con determinazione. Don Giacomo Panizza non ne ha bisogno, ma se ne avesse gli diciamo che noi tutti siamo con lui”.

Crapis (Sel): Un gesto che si ritorcerà contro chi l’ha commesso

Giandomenico Crapis, consigliere comunale Lamezia (Sel): “Apprendo ora, perchè fuori sede, dell’attentato contro la Progetto Sud. Esprimo la mia vicinanza e la mia preoccupazione alla Comunità intera, del cui lavoro conosco personalmente l’abnegazione e l’impegno, e a Don Giacomo, la cui figura è per la nostra città e per il mezzogiorno una figura di riferimento nell’impegno solidale verso i più deboli e gli emarginati. Sono certo che proprio per questo il gesto vile di chi ha commesso l’attentato si ritorcerà loro contro. Allo stesso tempo sono sicuro che la recrudescenza di violenza che ha attraversato in queste settimane la nostra città avrà una risposta forte da parte di tutti noi e delle forze istituzionali preposte, e in prima linea dalla procura di Lamezia che è diventata un presidio fondamentale e una certezza nella lotta all’illegalità.

 

On. Galati (Pdl): Interrogazione urgente ministro Cancellieri su misure sicurezza

Onorevole Giuseppe Galati (Pdl): “Sdegno e preoccupazione per quanto accaduto la scorsa notte all’ingresso del Centro per minori stranieri della comunità Progetto Sud di Don Giacomo Panizza. E’ inaccettabile che episodi di tale gravità vadano a colpire una comunità come la Progetto Sud da tanto tempo impegnata in una meritevole azione sul territorio andando incontro alle esigenze dei più deboli e dei bisognosi. Allo stesso modo non è più accettabile questo susseguirsi di vili intimidazioni che minano il tessuto economico e la possibilità di sviluppo di tutto il territorio. Per questi motivi mi farò carico in questi giorni di presentare un’interrogazione al Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri affinché il Governo si faccia carico della situazione di assoluta gravità e metta in essere tutte quelle misure necessarie per garantire alla città di Lamezia quelle condizioni di sicurezza ormai non più procrastinabili. Aumento di mezzi e risorse per le forze dell’orine ed un incremento dell’attività di intelligence potrebbero costituire l’antidoto per supportare il prezioso ed efficace lavoro della Procura della Repubblica e dei Magistrati lametini”.

Loiero (Mpa): C’è un problema di ingovernabilità e bisogna concentrare attenzione su questo territorio

Agazio Loiero, coordinatore politico nazionale della federazione tra MPA ed Autonomia e Diritti: "Tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza  nei confronti di don Giacomo Panizza e del centro per minori stranieri, teatro di un vile atto intimidatorio. La sensazione che viene fuori anche da questo gesto è che ci sia un problema di ingovernabilità del territorio, malgrado il grande sforzo della magistratura e delle Forze dell’ordine. Gesti d’intimidazione come questo rafforzano la consapevolezza di dover concentrare l’attenzione su questo territorio, al fine di dare risposte serie sul versante dell’affermazione dei principi di legalità e sulla sicurezza dei cittadini".

Ammazzateci Tutti: Vergogna

Ciccio Blaganò (coordinatore cittadino movimento Ammazzateci Tutti): “A nome di tutti i ragazzi che rappresento mi vien da dire solo una cosa: vergogna. Si è veramente solidali con la comunità di Don Giacomo Panizza se, cessato lo stato odierno di indignazione, domani avremo lo stesso coraggio per ripudiare i mafiosi. Riprendendo le parole del procuratore Gratteri dobbiamo smetterla di indignarci oggi, per poi offrirgli il caffè domani”.

Massara, Movimento Cristiano Lavoratori  Calabria: Quel bene fa paura

 Vincenzo Massara, presidente Movimento Cristiano Lavoratori: "Esprimiamo la più ferma condanna verso l’ennesimo vile attentato nei confronti della Comunità Progetto Sud, guidata da don Giacomo Panizza. E’ evidente come il bene fa paura, soprattutto a quanti pensano di poter gestire il loro vacuo e vuoto potere solo attraverso la violenza e la cultura della sottomissione.

Terzo Settore: C’è bisogno di una strategia comune perché ciascuno contribuisca a rendere la città libera dalla malavita

“Non si può tacere di fronte all’ennesimo atto vandalico e criminale avvenuto la scorsa notte a Lamezia Terme davanti all’ingresso di un immobile confiscato alla ‘ndrangheta e gestito da Comunità Progetto Sud di Don Giacomo Panizza, nella quale si svolgono diverse attività sociali e culturali tra cui il Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati “Luna Rossa” e la casa famiglia "Dopo di Noi". Il centro ospita inoltre le sedi operative delle Associazioni R-Evolution Legalità, Disable Peolpe International, Cooperativa Le Agricole",  lo sportello di Banca Popolare Etica, la sede regionale della FISH (Federazione Internazionale superamento handicap), lo sportello informativo Handicap e la sede de il Forum del Terzo Settore Calabria. Si tratta di un bene confiscato alla famiglia Torcasio, che ha sede nel quartiere Capizzaglie. A Lamezia Terme negli ultimi tempi si sta assistendo ad un risveglio della criminalità sotto gli occhi attoniti di una cittadinanza paralizzata di fronte ad attacchi che avvengono anche in orari diurni mettendo a repentaglio l’incolumità e la vita dei cittadini. Le sigle di terzo settore Agende Rosse Calabria, Casa della Legalità di Lamezia terme, Arci Servizio Civile Lamezia Terme, Arci Servizio Civile Calabria, Arci Lamezia Terme – Vibo Valentia, Arci Calabria, Cooperativa Sociale Inrete, Circolo Martin Luther King, Legambiente Calabria, CSV (Centro Servizi per il Volontariato) della Provincia di Catanzaro, Libera Lamezia,  Revolution Legalità denunciano con forza l’accaduto, ponendo l’accento su come tale accaduto rappresenti un attacco a tutta la società civile lametina. Le associazioni che risiedono nello stabile operano da anni nel sociale, portando avanti progetti di solidarietà e di inclusione sociale, azioni di sviluppo locale e di promozione del terzo settore e dei valori di cittadinanza e legalità. Cosi in un clima di rabbia, intolleranza e di confusione generalizzata, la criminalità coltiva il proprio interesse dettando la propria "politica" e sfruttando a proprio vantaggio il senso di timore dei cittadini. A farne le spese, questa volta, in modo particolare sono i minori stranieri, temporaneamente alloggiati nel bene confiscato, che provengono già da situazioni di forte precarietà, costretti a subire, loro malgrado, anche il trauma della violenza perpetrata dalle ‘ndrine locali in una Città che sembra essere tornata sotto scacco mafioso. E’ importante che i cittadini riscoprano di appartenere al proprio territorio, un territorio che dovrebbe essere libero dal controllo della malavita locale. Altrettanto importante appare la costruzione di una strategia comune, affiancando in ciò il lavoro positivo che sta svolgendo la procura di Lamezia Terme, per sensibilizzare la società civile alla partecipazione e alla pratica quotidiana della legalità e per fare in modo che ognuno possa contribuendo per la propria parte a rendere Lamezia Terme una città libera dalla malavita, dalla schiavitù e dalla paura”.

Commento (1)

pasquale27 dicembre 2011 alle 16:51

la ‘ndrangheta è il tumore dei calabresi faciloni senza futuro che collaborassero con la giustizia che non chiede niente e non si nascondino dietro di essa,che gli impedisce il futuro.

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