La Vergine Maria è tornata nel Santuario dopo il pellegrinaggio

Bruno Cirillo
TORRE DI RUGGIERO
È tornata nel suo Santuario la Madonna delle Grazie di Torre di Ruggiero, "reduce" da un pellegrinaggio durante il quale ha visitato diverse comunità E nelle quali si sono registrate sentite cerimonie d’accoglienza. Il tutto per celebrare il ritorno in Diocesi, dopo un breve restauro conservativo, della storica effigie, presente a Torre di Ruggiero da 150 anni.
Sabato sera, proveniente dalla Chiesa di Chiaravalle Centrale, accolta con tutti gli onori da numerosi fedeli (presente con la fascia tricolore il vicesindaco Gianni Macrì per l’amministrazione comunale), scortata dai carabinieri della stazione di Cardinale, la Vergine Maria è giunta a Novalba, nei pressi del Calvario. Subito dopo, nella Chiesa a Lei dedicata stracolma di fedeli, è stata concelebrata una messa solenne, seguita da una lunga veglia che si è protratta per tutta la notte. Ieri mattina, trasportata a spalla, la Vergine Maria ha lasciato Novalba verso Torre di Ruggiero.
Centinaia di fedeli, l’hanno attesa al bivio Galiano di Cardinale, prima tappa dell’ultimo tratto verso il Santuario. Qui è giunto anche il vescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, che, alla testa del corteo, ha raggiunto a piedi Torre di Ruggiero. Durante il breve tragitto diverse soste di meditazione, intervallate da cori e dal suono della banda. Nell’anfiteatro del Santuario, già pieno di fedeli, la statua della Vergine Maria, ha fatto il suo ingresso tra scroscianti applausi. Tra le autorità il sindaco di Torre di Ruggiero, Giuseppe Pitaro, quello di Squillace Guido Rhodio e di Gagliato, Franco Fodaro. Il sindaco di Cardinale Amedeo Orlando ed il suo vice Gianni Macrì, il presidente del consiglio comunale di Torre di Ruggiero, Domenico Barbieri, e, per la stazione Carabinieri di Cardinale, il maresciallo Alfredo Maio.
Nella sua omelia monsignor Vincenzo Bertolone ha ricordato i drammatici fatti di Brindisi, rivolgendosi alla Vergine Maria, «che possa far convertire i cuori duri che hanno commesso questo atroce delitto. Dobbiamo tutti quanti – ha proseguito – indossare un "abito virtuoso", senza il quale l’umanità, Dio non voglia, è destinata ad altre atrocità».
dalla Gazzetta del Sud del 21 maggio 2012

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