La storia del treno che collegava le Preserre al mare

 

La storia del treno che collegava  le Preserre al mare

Vincenzo Iozzo

Chiaravalle Centrale

Un frate del convento dei Padri cappuccini attento alle dinamiche che ha vissuto il territorio con un occhio di riguardo alla tratta ferroviaria Soverato – Chiaravalle, quale riconoscimento per il contributo offerto alla società, ma soprattutto perché il tempo non cancelli il loro quotidiano sacrificio. Con queste parole padre Bernardino Gualtieri, si è congedato dal numeroso pubblico presente nella sala delle conferenze di Palazzo Staglianò per assistere alla presentazione del libro "Dopo il fumo della vaporiera – c’era una volta. il trenino a Chiaravalle" edito dalla Aldo Primerano di Davoli con sede a Roma. Una serata importante soprattutto per la grande capacità del francescano, che ha donato alla città una porzione di storia recente: la littorina e la tratta ferrata che tutti ricordano, cancellata dal territorio il 29 agosto del 1969, dopo quasi mezzo secolo di onorato servizio. Tratta che da quando è stata impiantata ha espresso la sua utilità, con un ritorno economico, per il comprensorio e per la società costruttrice, rilevante. I ricordi sono scivolati in un dibattito arricchito dalla presenza dello storico Ulderico Nisticò, del responsabile amministrativo delle Ferrovie della Calabria Antonio Iannicelli e dell’editore Aldo Primerano. Serata voluta dall’amministrazione comunale del sindaco Nino Bruno, con l’assessore alla Cultura Domenico Corea pronto a recepire il messaggio di Padre Bernardino di donare alle scuole un documento interessate da leggere e approfondire. Interventi sulla qualità del documento da parte dei consiglieri provinciali Santo Sestito e Giuseppe Maida e dell’assessore ai Trasporti della Provincia di Catanzaro Giaimo. Comitato Rione Cona che con il presidente Lorenzo Rauti, ha voluto essere vicino al francescano. L’intuizione e l’opera di Padre Bernardino danno valore aggiunto ad un’opera che sottolinea una serie di aspetti socio-economici di una porzione di territorio come le Preserre, oggi isolata dal resto della regione, nell’epoca delle trasversali dove i ritardi accumulati sono atavici e Chiaravalle Centrale paga un prezzo altissimo in termini di gap infrastrutturale.

dalla Gazzetta del Sud del 28 dicembre 2009

Commento (1)

Angelo Iorfida11 gennaio 2010 alle 17:14

Ricordo il “trenino” che era riferito da noi “treninu” e faceva parte della ditta ferroviaria( non dello Stato) Calabro-Lucana. Il nome “treninu” era dovuto al fatto che la ferrovia era un po piu’ stretta della ferrovia statale e i vagoni quindi erano piu’ piccoli e accomodavano meno passeggieri.

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