La scuola può valorizzare i beni preziosi della Chiesa

Prove tecniche di collaborazione tra la Regione e la Conferenza episcopale calabra che ha molto da offrire

I beni storico-artistici della Chiesa di Calabria sono una risorsa per l’insegnamento della religione cattolica. Questo il tema del convegno regionale organizzato dalla Conferenza episcopale calabra all’Oasi Bartolomea di Lamezia Terme. Due giorni di confronto e di formazione che hanno richiamato esperti ed insegnanti di religione da tutta la regione. Ad aprire i lavori, ieri mattina, il vescovo della diocesi lametina Luigi Cantafora secondo cui l’opera d’arte è come un mondo dai tanti significati, «uno di questi è quello religioso perché suscita la speranza dell’esistenza perfetta. La valenza educativa dell’arte è un luogo privilegiato per incontrare il mistero di Dio». Richiamando il pensiero di Paolo VI, Cantafora ha sottolineato: «Questo mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione». Luigi Renzo, vescovo di Mileto e delegato della Cec per i beni culturali ecclesiastici, ha ribadito che «nel processo d’educazione alla cultura è fondamentale coinvolgere i docenti di religione cattolica perché bisogna impegnarsi a coltivare la bellezza, il luogo dove Dio si manifesta». Il presule ha esortato gli insegnanti «ad educare alla legalità, al rispetto, alla vita bella. La scuola è il luogo ideale per avviare questo nuovo modo di rapportarsi all’arte sacra». Ospite del convegno l’assesso – re regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha messo in evidenza due punti fermi: i beni culturali sono a fondamento dello sviluppo; la scuola è la base per la promozione umana. Caligiuri ha ricordato alcune iniziative del suo assessorato come la mostra dedicata a Mattia Preti a Taverna che ha richiamato migliaia di visitatori con un notevole ritorno economico. Molto significativa la partecipazione della Calabria come ospite d’onore al salone del libro di Torino. E poi l’iniziativa “Una scuola per la legalità” a San Luca, cittadina da sempre oppressa dalla criminalità. «Tre eventi emblematici», ha rimarcato l’assessore, «che dimostrano le potenzialità e le risorse della nostra terra, dove gli studenti hanno un livello di formazione pari ai loro coetanei delle altre regioni italiane». Caligiuri ha aggiunto che «abbiamo il dovere etico di valorizzare, gestire e promuovere l’immenso patrimonio artistico esistente, così come bisogna portare a termine la programmazione avviata dalla Regione, finalizzata a valorizzare questa straordinaria ricchezza». Paolo Martino, direttore regionale dell’ufficio per i beni ecclesiastici, ha invitato esperti del settore e docenti a lavorare in piena sinergia per attuare al meglio la “mission”sul patrimonio artistico sacro. Un obiettivo da concretizzare mettendo in rete archivi, musei diocesani, chiese e santuari; una rete eterogenea ma complementare per consentire la conoscenza di bellezze artistiche che in Calabria sono disseminate un po’ su tutto il territorio regionale. E’ stato anche ricordato che esiste un atlante online (www.atlantebeniculturalicala – bria.it), sito che in media viene visitato da 12 mila persone ogni mese e che consente di visitare virtualmente tutti i luoghi sacri calabresi più rinomati dal punto di vista artistico. Oggi i laboratori formativi alla presenza di qualificati esperti. A coordinare i lavori don Luciano Palombo, responsabile della biblioteche dell’ufficio regionale per i beni ecclesiastici.
Maria Scaramuzzino
dalla Gazzetta del Sud del 1 Ottobre 2013
 

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