La monachella avrebbe compiuto un miracolo

Massimo Ranieri
s. andrea jonio
Nel fascicolo di Mariantonia Samà ( la monachella di San Bruno), in corso di scrupoloso esame alla Congregazione delle cause dei Santi, c’è anche il presunto miracolo.
La notizia è stata annunciata dal parroco, don Alberto Vitale, nel corso di una serata trascorsa in piazza Martin Luter King con i parrocchiani per assistere alla proiezione del documentario di Enzo Samà nel quale il regista ha ricostruito proprio la vita della stessa "monachella".
Di Enzo Samà, inoltre, si è apprezzato un altro documentario nel quale invece si ripercorre storia del paese attraverso l’itinerario processionale.
Don Alberto ha colto l’occasione per riassumere le tappe fondamentali della causa di beatificazione aggiornandole alla luce delle ultime e sorprendenti novità.
«Nel 1992 per iniziativa mia personale – ha ricordato don Alberto – e di don Franco Palaia si è dato incarico a don Gerardo Mongiardo, parroco di S. Vito, di scrivere la prima biografia della monachella che è stata pubblicata postuma, dopo dieci anni, e con la revisione del prof. Enrico Armogida. Nel 2003, nel 50. della morte, è stata effettuata la traslazione dei resti mortali dal cimitero alla chiesa matrice con la partecipazione del vescovo del tempo, mons. Antonio Cantisani. E nel 2006 viene pubblicato il secondo libro sulla monachella, di Dora Samà.
L’apertura della causa diocesana di canonizzazione da parte del vescovo, mons. Ciliberti, avviene nel 2007 e due anni dopo, il 2 marzo, il processo si è chiuso con la trasmissione delle carte alla congregazione delle cause dei santi a Roma. Tutto questo lavoro è stato fatto al giudice delegato don Edoardo Varano». E veniamo ai nostri giorni con «la richiesta di supplementi di indagine da parte della congregazione romana ed il presunto miracolo necessario alla beatificazione nella persona di una nostra compaesana residente a Genova, Vittoria Codispoti, che è stato esaminato dalla commissione della curia competente»; le carte ora sono a Roma. Questo conclude don Alberto «fa ben sperare per un più celere percorso per arrivare alla beatificazione».
dalla Gazzetta del Sud del 9 settembre 2011

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