La comunità ha ricordato il sergente Ramadù

 

Una gran folla ha partecipato alla cerimonia funebre proposta dal Comune

Raffaele Ranieri
SATRIANO

Rabbia e dolore. Tali sentimenti trasparivano dai cittadini di Davoli che hanno partecipato alle manifestazioni organizzate dal sindaco Antonio Corasaniti e dalla sua Amministrazione, per ricordare il sacrificio di Massimiliano Ramadù, il sergente maggiore ucciso in Afghanistan, e per partecipare al dolore della moglie Anna Maria Pittelli. Una bandiera a mezza asta lungo via Elsa Morante dove Vincenzo Pittelli, il padre di Anna Maria, ha la casa ricordava che Kabul aveva portato sgomento e morte anche a Davoli. Tutta la cittadina era assiepata nella chiesa di Santa Barbara, dove l’11 luglio 2009, Anna Maria e Massimiliano si erano uniti in matrimonio. Don Pasquale Gentile durante l’omelia ha ricordato non solo l’eroe caduto «legato alla famiglia, allegro, uno di noi da quando nelle pause libere veniva a trascorrere qui il tempo libero, vissuto e morto per gli altri», ma anche Anna Maria «giovane virtuosa e legata a Davoli dove pur vivendo lontana ha voluto ritornare per coronare il suo sogno d’amore». Al rito religioso, hanno presenziato oltre al sindaco e al comandante dei Vigili Urbani Vittore Pittelli e l’agente Antonio Gualtieri, il colonnello Ernesto Serpe, capo Comando militare del Distretto militare di Catanzaro, con una delegazione della quale facevano parte tra gli altri il luogotenente Giuseppe Saia, i marescialli Vincenzo Ciccarello e Francesco Campanella, il sergente maggiore Antonio Piperata, il caporale maggiore Luca Costantino, il vicecomandante della stazione Carabinieri di Davoli Ugo Albanese, il maresciallo Pasquale Rosace, il capitano Francesco Montepaone e tanti soldati commossi, rappresentanti del Corpo forestale dello Stato e delle istituzioni. Al termine, il corteo si è trasferito nella sala consiliare, dove hanno preso la parola l’ex sindaco Cosimo Femia e l’ing. Vittore Procopio. «Noi tutti – ha detto il sindaco Corasaniti – ci sentiamo uniti nel dolore per questa nascente famiglia che si è spezzata in modo così violento». Ieri pomeriggio il primo cittadino e una delegazione sono stati presenti al rito officiato a Cisterna per partecipare ai Pittelli il dolore e la vicinanza della popolazione di Davoli.

dalla Gazzetta del Sud del 21 maggio 2010

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