La biblioteca “Rosa Zangari” è finalmente diventata realtà

 

Mario Arestia
Davoli
I volontari Vincenziani di Davoli hanno intitolato, nei giorni scorsi, alla presenza di un numeroso uditorio, la sala principale della biblioteca pubblica di viale Kennedy. Infatti la stanza principale della biblioteca ha preso il nome della davolese Rosa Zangari.
La semplice ma importante motivazione, per la quale si è arrivati all’intitolazione, è stata letta dalla mascotte delle Vincenziane, Francesca Turrisi.
«Rosa, persona semplice, gentile, umile, disponibile, gioiosa, ricca di energia vitale che riusciva facilmente a comunicare a tutti. Donna combattiva e grintosa capace di affrontare le difficoltà della vita con ottimismo senza mai arrendersi. Dotata di un’anima totalmente trasparente, ricca di sinceri e nobili sentimenti, di coerenza e positività. Una persona capace di rapportarsi agli altri con garbo, cortesia e comprensione tale da far sentire a proprio agio chiunque. Il linguaggio dell’amore le permetteva di penetrare dentro l’animo del prossimo, riuscendo a farsi ascoltare anche dai più riluttanti. Sempre disponibile verso chiunque avesse bisogno d’incoraggiamento o di aiuto. Una donna speciale, quindi, una davolese che, senza far rumore, ha saputo seminare attorno a sé amore, generosità, solidarietà e grande apertura verso la crescita umana, sociale e culturale, in particolare, dei suoi concittadini. Per questo motivo aveva sempre pensato di dare il proprio contributo per la creazione di "qualcosa" che potesse essere una libera fonte dove attingere sapere e conoscenza onde superare pregiudizi e ataviche chiusure e autopromuoversi. Si era più volte distinta nell’organizzazione di convegni e manifestazioni culturali e da tempo pensava di usare, o meglio condividere, quell’enorme quantità di libri, raccolti in tanti anni, con gli altri. Un progetto che coltivava e condivideva, come la sua stessa vita, con il marito Aldo».

Fin qui la motivazione di rito. Ma quello che traspare mentre scorrono alcuni filmati su "Rosa" è la commozione nella sala. Una commozione veramente palpabile che non è stato difficile cogliere sul viso di moti presenti. Si è notato, assieme agli altri che non avevano conosciuto personalmente Rosa, che dietro l’evento c’è la storia, commovente e speciale, di due persone, Aldo e Rosa, che si sono donate per l’eternità secondo quanto specificato nel Cantico dei cantici: "Io appartengo totalmente a te e tu appartieni totalmente a me". Una serata d’amore, quindi. Una celebrazione dell’amore. Una giusta intitolazione per non dimenticare chi non sarebbe mai stato possibile dimenticare per quello che è riuscita a insegnare e donare a chi haavuto la fortuna di conoscerla.
dalla Gazzetta del Sud del 28 Febbraio 2012

Sul Sito www.davoli.org è possibile accedere all’elenco dei migliaia di libri che la biblioteca mette a disposizione.

Aggiungi un commento

Vostro Commento