La banda musicale, un’eccellenza dal 1871

Oggi si punta il riflettore su un’eccellenza della comunità davolese: la Banda musicale. Nella ricerca ci si è avvalsi degli studi di Maria Stella Ciaccio, dottoressa in Conservazione dei beni culturali. La Banda musicale sembra essere stata costituita nel lontano 1871, infatti, da alcuni documenti si legge testualmente «L’attuale Banda musicale istituita con pubblico istromento del 24 dicembre 1871 sotto la direzione di Saverio Badolisani e Saverio Catarisano assumerà il nome di Banda municipale di Davoli a partire dal primo gennaio 1880 giusta la deliberazione di Consiglio del 25 settembre 1879, approvato dalla deputazione provinciale per oltre il quinquennio in seduta del 31 ottobre detto anno». Così recita il primo articolo del capitolato per la Banda municipale di Davoli, datato 29 febbraio 1880, redatto da una commissione consiliare appositamente creata. Questo documento originale conservato presso l’Archivio di Stato di Catanzaro, nel fondo archivistico “Prefettura” fa luce inconfutabilmente sulle origini “istituzionali” della Banda musicale davolese. Proprio da queste fonti si evincono molte notizie e informazioni sulle fasi iniziali della Banda musicale: esisteva certamente già nel 1871, era detta però Banda nazionale, assunse formalmente il titolo di Banda municipale dal gennaio del 1980. L’istituzione della Banda musicale davolese, perciò, rientra molto bene nella tradizione delle bande cittadine, che subito dopo l’Unità d’Italia nacquero in molti paesi e città. Ma la sua esistenza, datata con certezza al 1871, sicuramente dà prova del fatto che a Davoli la tradizione musicale di questo genere fosse già da tempo un fatto culturale diffuso e consolidato, tanto da generare nei componenti la volontà di costituirla come municipale, per poter avere sia uno statuto costitutivo, sia un regolamento disciplinante da seguire, ma, non di meno, dei sussidi finanziari certi e prolungati nel tempo che garantissero l’efficienza, il miglioramento e la continuità della compagnia musicale stessa. Il legame della Banda musicale con l’istituzione comunale certamente poneva molti vincoli e norme da rispettare, come gli orari delle lezioni e delle esibizioni obbligatorie per la comunità, la condotta degli allievi e del maestro, ma senza dubbio garantiva all’operosa compagnia musicale un ruolo importante e di rilievo per la sua presenza nella comunità. Sempre nello stesso capitolato si stabiliva che i proventi delle feste di Davoli e dei “funebri accompagnamenti” dovevano essere versati al Comune; che la Banda doveva suonare gratuitamente in piazza il giovedì e la domenica per almeno due ore tranne in giorni di festa. Oltretutto, la Banda doveva suonare nelle ore antimeridiane di domenica e nelle feste stabilite o per almeno due ore nel pomeriggio nelle piazze stabilite dalla commissione; era dispensata dal suonare in piazza nel proprio paese solo se doveva recarsi alle feste in altro paese; gli introiti servivano un terzo per le spese stesse della Banda, strumenti e abiti, un terzo come fondo cassa, un terzo diviso tra i componenti della compagnia. Fino ai primi del Novecento tra i vari documenti rinvenuti si possono ritrovare notizie in merito a rinnovi di statuto, pagamenti di contravvenzioni dei musicanti, concessioni di sussidi finanziari per acquisto di stoffe,panni o accomodamento strumenti, pagamento del maestro. Oggi non si sa fino a quando la Banda musicale rimase inserita nelle voci di bilancio del Comune. Si sa che nel periodo fascista venne nuovamente riconosciuta dal Comune con una delibera nel 1926, ma sicuramente si può affermare che, nonostante tutto, la Banda musicale, come vivace tradizione, divenuta ormai nel tempo un’istituzione consolidata a Davoli, continuò la sua attività artistica senza interruzione. Infatti, un articolo del giornale “Il Calabro”, datato 16 febbraio 1898, racconta la partecipazione della Banda musicale di Davoli a un concorso specialistico tenutosi a Catanzaro, in cui il gruppo davolese si aggiudica il primo premio. Durante la premiazione i musicanti della Banda di Cardinale, che si aggiudicano solo il secondo premio, per protesta contro il comitato di giuria, intonano una marcia funebre. Da racconti orali si sa che la Banda partecipò anche ad altri eventi simili riportando una condotta altrettanto brillante e ricevendo premi e apprezzamenti: in un concorso bandistico degli anni Venti, sempre a Catanzaro, sotto la guida del maestro De Benedetti vinse ancora il primo premio battendo perfino la rinomata Banda musicale di Rende. Da testimonianze dirette, dunque, confermate da documenti scritti, in particolare da un libro di conti della Banda, conservato dalla famiglia Caminiti, si sa che dalla fine degli anni Venti in poi, fino al 1965, la Banda di Davoli, come compagnia musicale, venne probabilmente rifondata o comunque subì alcuni cambiamenti riguardo alle modalità di organizzazione e gestione. Si può ipotizzare che già a quest’epoca, non si sa per quale motivo, il vincolo con il Comune fosse cessato, quindi, per via del mancato rinnovo del capitolato, non sarebbe stato garantito più alcun sussidio comunale fisso, né il pagamento mensile al maestro. La nuova Banda musicale fu ricostituita come una compagnia musicale gestita da due dirigenti, Placido Caminiti e Donna Loretta Scicchitano, coadiuvati dal maestro Papaleo. Da una analisi del libro dei conti si evince che la Banda musicale di Davoli aveva ingaggi in molti paesi del comprensorio, ma anche in molti paesi fuori provincia, di anno in anno questi si ripetevano in base al calendario delle feste liturgiche e delle manifestazioni; vi è indicato anche il servizio bandistico per accompagnamenti funebri o per manifestazioni civili, come i comizi elettorali ad esempio. Dai documenti si evince inoltre che la gestione finanziaria prevedeva ovviamente che gli introiti, tolte le spese per acquisto o accomodamento di strumenti, acquisto delle divise, «pagamento del debito con lo strumentale », cioè che la paga ai musicanti restasse come «percentuale da dividere in tre». Dagli anni Settanta del XX secolo a oggi, guardando alcune fotografie, si riesce a intuire quanto la tradizione dell’odierno concerto bandistico di Davoli si sia storicizzata e proiettata nel tempo e come si sia radicata nell’humus davolese. La Banda a Davoli non è mai mancata in nessuna manifestazione, né di carattere religioso, né di carattere civile, spesso presente “in formato ridotto” anche ad allietare matrimoni o altre feste private. Potrebbe sembrare scontato, a un occhio poco attento, l’esistenza di un’istituzione di tanto valore, poiché esiste da tanto tempo,ma si può ben concludere che certamente Davoli apprezza la sua rinomata Banda musicale, prova ne è proprio il fatto incontestabile che è sempre stata e continua a essere composta da talenti davolesi, orgogliosi di farne parte. Si può definire un bene storico- culturale. Infatti il Ministero per i Beni e le attività culturali ha istituito un “Tavolo nazionale per la promozione della musica popolare e amatoriale” riconoscendo questi gruppi come espressione culturale tipica dei nostri territori e come bacini di aggregazione sociale e culturale. A tal proposito il Comune con Consiglio aperto, avente ordine del giorno “La musica popolare e amatoriale dal 1861 ad oggi”, ha conferito al “Concerto bandistico città di Davoli” il riconoscimento di Gruppo di musica popolare e amatoriale di civico interesse in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Attualmente i musicanti davolesi si esercitano durante tutto l’anno, provano in sala due o anche tre volte alla settimana per due ore, con serietà e passione guidati da un valido maestro, Piero Ciaccio, che assieme ai pezzi classici, marce, sinfonie e brani religiosi, propone ai suoi allievi pezzi sempre nuovi da studiare arrangiati ad “hoc” per il concerto bandistico, migliorando e aggiornando un repertorio già molto ricco e al passo coi tempi. Davoli ha così da sempre visto crescere molti talenti appassionati di quest’arte. Ecco perché la Banda musicale è riuscita a proseguire una tradizione tanto antica e ininterrotta; ma soprattutto, già dagli albori chi ha «sofferto di questa passione » per la musica bandistica è stato capace di trasmetterla con amore alle nuove leve. I paesi dove la Banda si esibiva sono sempre stati molti, sia limitrofi sia molto distanti. Oggi è più semplice e veloce eseguire le trasferte, ma in altri tempi non era così facile, infatti quando i musicanti dovevano recarsi in paesi distanti da Davoli e andavano a piedi, stavano fuori casa anche per alcuni giorni. Per mangiare venivano ospitati nelle case o in qualche taverna, se esisteva, ma per dormire dovevano accontentarsi di giacigli di fortuna, in chiesa ad esempio dormendo sul pavimento con coperte o a volte con paglia. I più organizzati portavano con sé una valigia contenente una brandina smontabile, con telaio pieghevole e telo avvolto a sacco, o magari solo una coperta “schiavina”. Figura importante quella del capobanda che si occupava di stipulare i contratti di ingaggio e di assicurare il numero richiesto degli elementi dell’organico, quando per motivi vari mancava qualche musicante lo sostituiva con qualche persona di fiducia, un amico, un parente che aveva il compito di indossare la divisa e il berretto, portare strumento e spartiti ma suonare solo per finta, per far numero, al fine di non far saltare l’ingaggio. Lo strumento ovviamente veniva tappato o modificato temporaneamente così da non emettere note, pur se all’ apparenza veniva suonato. I momenti impegnativi del concerto si concludevano per i musicanti, allora come oggi, con momenti di convivialità e di scambio relazionale tra coetanei e tra diverse generazioni. Ecco infine l’elenco dei maestri che hanno diretto egregiamente questo fiore all’occhiello della comunità davolese: Mercurio, Tartaglia, Di Leo, De Benedetti, Papaleo, Lamarca, Luppino, Ciaccio.
 
Mario Arestia 
(altre foto d'epoca sono visibili sulla versione cartacea)
 
dalla Gazzetta del Sud del 21 giugno 2013

Commenti (2)

mico25 giugno 2013 alle 17:58

Bella, ma la foto è della banda di San Sostene, diretta dal defunto Maestro Michelino Ranieri….., riconoscibile sulla destra.

Mario26 giugno 2013 alle 09:17

infatti sono le due bande insieme quella di Davoli e quella di San Sostene……..

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