Insulina, la ricerca cresce grazie a tre calabresi

Maria Anita Chiefari
Soverato
È stato identificato il meccanismo dell’azione dell’insulina e la scoperta si deve anche al lavoro di tre ricercatori soveratesi. Un ulteriore e fondamentale tassello nella comprensione della patogenesi del diabete mellito proviene dall’Università di Catanzaro. Il gruppo di ricerca, coordinato dal prof. Antonio Brunetti, impiegando metodiche altamente innovative e sofisticate, ha scoperto e caratterizzato il meccanismo attraverso il quale l’insulina svolge la sua funzione biologica. Questa nuova acquisizione fornisce un ulteriore bersaglio per l’allestimento di nuovi e più efficaci presidi terapeutici nella cura del diabete mellito e delle malattie correlate a resistenza insulinica.
Al lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista "Scientific Reports" del gruppo Nature, hanno dato un contributo rilevante 3 soveratesi: il dott. Eusebio Chiefari, la dott. Maria Teresa Nevolo e il dott. Biagio Arcidiacono, coadiuvati tra gli altri dalla dott. Aurora Nocera, dalla dott. Stefania Iiritano, dalla dott. Katiuscia Possidente, dalla dott. Valeria Ventura e dalla prof. Daniela Foti.
«Mi preme altresì sottolineare l’impegno profuso da tutti i componenti del gruppo – ha così dichiarato Eusebio Chiefari. Tutti calabresi che lavorano in Calabria mettendo la loro conoscenza, la loro professionalità e la loro passione al servizio della ricerca scientifica. Contiamo di proseguire su questa strada, portando avanti le idee e i numerosi progetti in cantiere, con la speranza di avere a disposizione le imprescindibili risorse economiche. Un doveroso pensiero di ammirazione e riconoscenza al prof. Renato Dulbecco».
Ricordiamo che col passare del tempo il diabete può portare a cecità, insufficienza renale e provocare danni neurologici. Queste conseguenze sono dovute ai danni subiìti dai capillari, condizione nota anche con il nome di microangiopatia.
Il diabete mellito riveste anche un importante ruolo catalizzatore nel processo di indurimento e restringimento delle arterie (arteriosclerosi), favorendo così il verificarsi di infarti e cardiopatie.
dalla Gazzetta del Sud del 23 febbraio 2012

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